Mario Vanzan, il collezionista di Sanremo che custodisce la storia del Festival in vinile

di Anna Li Vigni

Dalle 25 firme di Rita Pavone all'amicizia con Lucio Dalla: il racconto dell'uomo che ha trasformato la sua casa in un museo della musica

Ottantatré anni e una passione che non conosce tempo. Mario Vanzan, volto noto al pubblico televisivo per le sue numerose apparizioni sulle reti nazionali, è uno di quei collezionisti che possono dire di avere un vero e proprio museo in casa. Un museo fatto di vinili, 45 giri, LP, CD autografati e ricordi indelebili legati alla storia della musica italiana e internazionale e in particolare al Festival di Sanremo.

Con orgoglio ha mostrato alcuni dei pezzi più preziosi della sua raccolta, iniziando da quello che definisce “il più grande cantante mai esistito”: Claudio Villa. Accanto a lui, altre icone della canzone italiana come Fausto Leali, più volte protagonista a Sanremo, Sandro Giacobbe, Ron (Rosalino Cellamare), Massimo Ranieri e un giovanissimo Adriano Celentano immortalato in copertine d’epoca.

Tra i cimeli più emozionanti spiccano i dischi autografati da Rita Pavone. Mario racconta con entusiasmo di quando la incontrò in via Matteotti: aveva con sé 25 dischi e lei, con grande disponibilità, li firmò tutti. Un momento che ancora oggi ricorda con emozione.

Non manca una rarità internazionale: un vinile di Ray Charles, incontrato proprio a Sanremo. E poi i grandi amori di sempre: Freddie Mercury, di cui conserva un prezioso cofanetto completo, e i The Beatles, pilastri assoluti della musica mondiale.

La sua collezione conta centinaia di pezzi: solo tra 45 giri e LP si parla di numeri impressionanti, oltre a circa 300 CD firmati personalmente dagli artisti. Una passione che oggi assume ancora più valore, in un’epoca in cui il vinile è tornato di moda e rappresenta non solo un oggetto da collezione, ma un vero investimento.

Il Festival di Sanremo resta il cuore pulsante della sua raccolta. Mario segue con attenzione ogni edizione e non manca di dire la sua sui protagonisti più recenti. Apprezza il talento dei giovani, come Niccolò Fabi, e riconosce il coraggio artistico di Achille Lauro, capace di raccontare anche pagine difficili della storia attraverso la musica.

Tra le voci che stima di più ci sono Arisa e Sal Da Vinci, mentre per la conduzione spende parole di affetto per Laura Pausini, di cui conserva un autografo ottenuto agli inizi della carriera.

E poi c’è il ricordo personale, quello più intimo, l’amicizia con Lucio Dalla, suo coscritto ovvero coetaneo: durante il Festival si incontravano spesso in albergo e trascorrevano ore a parlare di musica e di vita.

La storia di Mario Vanzan è la storia di un uomo che ha trasformato l’amore per le canzoni in una missione: custodire la memoria musicale di intere generazioni. Tra copertine ingiallite, firme preziose e vinili che tornano a girare, il suo “museo in casa” è un archivio vivente del Festival e della grande musica italiana.

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