Maduro deposto e arrestato da Trump: venezuelani di Genova manifestano a Caricamento, i pacifisti a De Ferrari. Condanna del Pd
di Redazione
Orlando: "Siamo di fronte ad un'azione che straccia ogni residuo della legittimità internazionale"
Dopo le notizie provenienti da Caracas sui raid USA e sulla deposizione e arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro, Genova diventa teatro di iniziative pubbliche e prese di posizione contrastanti. Questa sera alle 20 la comunità venezuelana si ritroverà in piazza Caricamento per un momento di preghiera e raccoglimento: previsti canti e l’esecuzione dell’inno nazionale. Alla manifestazione parteciperanno anche numerosi rifugiati politici, da anni impegnati a sostenere a distanza la causa del loro Paese.
La comunità venezuelana, si legge nella nota della portavoce "è una realtà viva e attiva che, da oltre dieci anni, si fa portavoce delle istanze dei connazionali in patria e della lotta per la libertà e la democrazia. In questo momento storico, segnato da eventi delicati e da notizie che scuotono il cuore del nostro Paese, viviamo ore di attesa, di speranza, ma anche di profonda preoccupazione". Il ritrovo a Caricamento è "un gesto simbolico ma potente, per ricordare che, anche lontani da casa, il nostro cuore resta legato indissolubilmente alla nostra terra. Invitiamo tutti coloro che vogliono unirsi a noi, venezuelani e amici solidali, a partecipare a questa manifestazione di fede e speranza"
Nel pomeriggio è previsto anche un secondo presidio, questo contro l'intervento militare USA, promosso dal gruppo pacifista “Ora in silenzio contro la guerra”, inizialmente annunciato ai gradini di Palazzo Ducale alle 18. L’iniziativa potrebbe essere spostata in largo Pertini per evitare sovrapposizioni con un altro sit-in di solidarietà con Mohammad Hannoun, il leader dei palestinesi in Italia in carcere con l'accusa di essere un fiancheggiatore anche economico di Hamas.
Sul piano politico, arrivano dure critiche dal PD ligure, con una nota a firma del segretario regionale Davide Natale, dei segretari delle Federazioni di Imperia, Savona, Genova, del Tigullio e della Spezia Marco Lorenzo Baruzzo, Antonio Bertani, Pietro Mannoni, Emanuele Parrinello, Francesco Tognoni e della responsabile Esteri della segreteria regionale PD Margherita Mereto Bosso: "Si prende posizione contro l’escalation militare avviata dal presidente Trump in Venezuela. Non ci può essere un ordine mondiale giusto fondato sull’uso arbitrario e indiscriminato della forza come strumento di risoluzione dei conflitti o difesa di interessi economici e strategici. Questa aggressione, purtroppo nella scia dei numerosi fronti di guerra diretta e indiretta aperti nel mondo, riporta le lancette della storia sempre più verso una spartizione imperiale delle risorse e delle sfere di influenza tra le grandi potenze. A rimetterci, come sempre, sono e saranno i popoli e il diritto internazionale. Occorre restituire alla politica il suo ruolo di mediazione, per rafforzare, anzi per ricominciare un cammino verso legami di maggiore solidarietà e cooperazione tra le nazioni. Questo colpo di stato mascherato da operazione speciale moltiplica il caos e affievolisce le ragioni del dialogo: la democrazia non si esporta con le bombe e lo stato di diritto non si fonda sulla prevaricazione. Si ristabilisca il primato delle leggi internazionali, si arresti questa folle corsa verso la terza guerra mondiale a pezzi, si ribadisca soprattutto in Europa un impegno collettivo per far cessare la voce delle armi e riaccendere il percorso di una pace davvero disarmata e disarmante. No alla logica dell’equilibrio fra potenze, sì a un nuovo ordine multilaterale costruito su basi democratiche e di progresso dei popoli. La guerra, anche quella condotta attraverso la disinformazione, il terrorismo, le pressioni economiche e tecnologiche, non è e non può essere la soluzione di alcun problema. Il Partito Democratico della Liguria aderisce e aderirà a tutte le iniziative che saranno spontaneamente organizzate nei territori in difesa della pace e della giustizia fra i popoli”.
Con un post social, l'esponente PD Andrea Orlando (ex ministro e consigliere regionale) scrive: "Il Presidente Trump attacca il Venezuela e bombarda la sua capitale senza nessun mandato internazionale e senza un voto del Congresso. Siamo di fronte ad un'azione che straccia ogni residuo della legittimità internazionale e ad un pericolo non solo per il Venezuela. Non c'entra nulla l'inaccettabile operato di Maduro e fanno persino tenerezza quelli che premettono di aver preso le distanze dal regime venezuelano. E' evidente che esistevano per una potenza come gli USA altre forme di pressione per favorire un'evoluzione del quadro politico di quel paese. La posta è, purtroppo, assai più grande".
"Se si è scelta questa strada - prosegue Orlando - lo si e' fatto per dare un segnale a tutta l'America Latina e al Mondo. Se si accetta questo intervento si legittimano a posteriori tutte le violazioni del diritto internazionale e quelle che verranno e resterà solo l'arbitrio. Se l'Europa e l'Italia continueranno a tacere o balbettare contribuiranno ad alimentare il caos a livello globale con conseguenze anche per la loro sicurezza. E' il concetto stesso di sovranità che crolla".
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