Logistica globale sotto pressione: shock geopolitico e aumento dei costi ridisegnano i trasporti nel 2026

di Redazione

2 min, 27 sec
Logistica globale sotto pressione: shock geopolitico e aumento dei costi ridisegnano i trasporti nel 2026

Il settore della logistica e dei trasporti entra in una fase di forte instabilità, caratterizzata da una crescita a più velocità e da un improvviso shock geopolitico che sta modificando profondamente gli equilibri internazionali. Dopo un 2025 segnato da una performance complessivamente positiva, il comparto si trova ora a fronteggiare le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz, evento che sta alterando i flussi globali e provocando forti tensioni sui costi di trasporto.

Secondo un’analisi congiunturale di Confetra sul settore della logistica, delle spedizioni e dei trasporti, le prospettive per il 2026 risultano fortemente condizionate dall’instabilità nell’area del Golfo. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transitava circa il 20% del petrolio mondiale, ha visto un crollo dei traffici pari al 94%, con un passaggio da 84 navi a sole 7 unità giornaliere e una drastica riduzione dei volumi movimentati.

Il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, ha evidenziato come il sistema logistico, pur mostrando resilienza nel 2025, stia ora affrontando una crisi senza precedenti. Il trasporto marittimo, che lo scorso anno aveva registrato una crescita del 4,4%, è oggi influenzato dall’aumento dei noli container del 20% e da un incremento superiore al 100% dell’indice del trasporto dry bulk, segnali di un mercato fortemente sotto pressione.

Le ripercussioni più immediate si registrano nel trasporto aereo, già in flessione nel 2025 e oggi colpito da un aumento delle tariffe del 38% in poche settimane. L’adeguamento delle rotte per evitare le aree di crisi, insieme al raddoppio del costo del jet fuel e alla necessità di trasportare più carburante a bordo, sta riducendo la capacità disponibile per le merci, aggravando ulteriormente la situazione.

Anche il trasporto su gomma, dopo un anno di crescita del traffico nazionale del 6,3%, sta subendo gli effetti dell’aumento dei costi energetici. In Italia il prezzo del gasolio ha superato i 2.045 euro per 1.000 litri, con un incremento del 29% su base annua. Poiché il carburante rappresenta circa il 30% dei costi operativi, il settore dell’autotrasporto ha già registrato un aumento complessivo delle spese del 9%. In questo contesto resta centrale la questione del credito d’imposta, ancora in attesa di definizione normativa.

La crisi, secondo l’analisi, evidenzia anche un ritardo nell’adozione delle tecnologie digitali: solo il 6% delle imprese utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale per ottimizzare rotte e costi in tempo reale, mentre più della metà delle aziende investe comunque nella formazione digitale del personale.

Per Confetra, lo scenario per il 2026 resta improntato alla massima cautela. In caso di persistenza del conflitto, l’impatto macroeconomico potrebbe tradursi in una riduzione della crescita del PIL fino a un punto percentuale e in un aumento dell’inflazione superiore a 1,5 punti. In un contesto così instabile, la capacità di adattamento e l’utilizzo strategico dei dati diventano elementi chiave per la competitività dell’intero sistema logistico nazionale.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.