Liguria, scende il divario retributivo di genere, ma aumenta la differenza assoluta

di Redazione

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Liguria, scende il divario retributivo di genere, ma aumenta la differenza assoluta

La retribuzione media femminile in Liguria tra il 2019 e il 2024 è salita del 13,3% da 16.629,95 a 18.837,23 euro, quella maschile del più 10,1% da 25.668,11 a 28.254,58 euro, il 'gender pay gap' o divario retributivo di genere scende dal 35,2% al 33,3%, ma la differenza assoluta aumenta passando da 9.038 a 9.417 euro. Sono i dati diffusi alla vigilia della Giornata internazionale della donna dal dipartimento della Uil Liguria specializzato nell'analisi del mercato del lavoro.
"Dal rapporto di Data Lab Uil Liguria emerge un quadro rassicurante sul lavoro femminile solo all'apparenza - segnala il sindacato -. A fronte di un aumento delle occupate in Liguria, persistono importanti contraddizioni del mercato del lavoro e una discriminazione serpeggiante. Il part-time femminile involontario aumenta dal 50,9% al 51,8% con il lavoro stagionale che passa da 116.230 unità a 127.007 unità".
"Pesa come un macigno sulla continuità lavorativa femminile la mancata condivisione del lavoro di cura - denuncia la segretaria confederale Uil Liguria Roberta Cavicchioli -. Calano del 14,1% le occupate nella fascia d'età compresa tra 35 e 39 e del meno 21,3% le occupate tra 40 e 44 anni, un crollo vertiginoso che mostra chiaramente l'impegno gravoso delle donne schiacciate tra l'accudimento dei figli e il supporto agli anziani".
"Il recupero delle donne over 50: 50-54 anni al +37,8%, 55-59 anni al +89,9% e 60-64 anni al +213,3% è invece dovuto ai figli che crescono e agli anziani che muoiono - evidenzia la sindacalista -. Ciò dimostra quanto le misure di conciliazione e i servizi esistenti siano nettamente insufficienti. Fatica ad affermarsi una cultura della condivisione del lavoro di cura e mancano gli strumenti per favorire un cambio di approccio. Ci riferiamo, ad esempio, alla bocciatura della proposta di legge sui congedi parentali paritari. In questo contesto, il welfare arretra, i servizi educativi e socio sanitari annaspano, la sanità boccheggia e il conto lo pagano sempre le donne".
"Chiamate a gestire simultaneamente responsabilità familiari e lavorative, le donne incorrono con maggiore frequenza in disturbi da stress lavoro-correlato e in situazioni di burnout - segnala Cavicchioli -. Lo stress si cronicizza con un aumento degli infortuni in itinere per le donne che lavorano e che si occupano di tanto altro".

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