Liguria, nona edizione del patto per il lavoro nel turismo: 6 milioni per assunzioni e contratti stabili

di Carlotta Nicoletti

Firmato l’accordo Regione–parti sociali: bonus per imprese turistiche e balneari, più incentivi ai contratti a tempo indeterminato

La Regione Liguria rilancia sul lavoro nel turismo con la nona edizione del Patto per il Lavoro: 6 milioni di euro per sostenere imprese e occupazione, puntando su contratti più lunghi e maggiore stabilità. L’accordo, approvato in Giunta e firmato nel pomeriggio, sarà operativo per il 2026 attraverso un avviso pubblico finanziato con risorse del Fondo sociale europeo PR FSE+ 2021-2027.

Accordo – Il Patto è stato sottoscritto da Regione Liguria, organizzazioni sindacali confederali e di categoria e associazioni datoriali. Lo strumento prevede bonus assunzionali per le imprese del comparto turistico, dell’accoglienza e degli stabilimenti balneari, con criteri differenziati in base alla durata e alla tipologia dei contratti.

Risorse – I 6 milioni stanziati arrivano dopo un’edizione 2025 che ha registrato circa 2.500 richieste, con 270 assunzioni a tempo indeterminato, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente. Dal 2018 a oggi il Patto ha sostenuto oltre 17 mila contratti di lavoro.

Contratti – Per alberghi, strutture ricettive e servizi turistici sono previsti incentivi per contratti di almeno otto mesi o a tempo indeterminato. Gli stabilimenti balneari potranno accedere ai bonus con contratti di almeno sette mesi. Per la ristorazione, invece, il sostegno è riservato esclusivamente alle assunzioni a tempo indeterminato, con una ricalibrazione degli incentivi per favorire la stabilizzazione.

Obiettivi – «È uno strumento che ha dimostrato la sua efficacia nel sostenere le imprese e dare continuità occupazionale», ha commentato il presidente della Regione Marco Bucci, sottolineando come la destagionalizzazione del turismo ligure sia «sempre più una realtà concreta».

Lavoro stabile – Per la vicepresidente e assessore al Lavoro Simona Ferro, il Patto è «una misura virtuosa a livello nazionale» che punta non a occupazione breve, ma a «posti di lavoro stabili e di qualità». Dello stesso avviso l’assessore al Turismo Luca Lombardi, che lega la crescita del settore alla stabilizzazione degli operatori, e l’assessore alla Programmazione FSE Marco Scajola, che evidenzia l’impegno regionale nell’uso delle risorse europee.

Prospettive – Entro ottobre 2026 è prevista la convocazione di tavoli di confronto per valutare i risultati e definire eventuali correttivi futuri, mantenendo il dialogo con le parti sociali.

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