Giovedi, 22 agosto 2019  

La ‘second life’ dei marittimi: workshop sul lavoro dopo il mare

A Genova si analizzeranno domani le prospettive di un impiego a terra
2019-01-17T14:38:20+00:00

“Second life. Seafarers work and live better having alternatives of a future job ashore” e’ il titolo del workshop che si terra’ domani dalle 9.30 a Genova presso la Sala lauree del dipartimento di Economia dell’Universita’, in via Vivaldi 5. All’interno del workshop sara’ presentato un progetto per dare risposte occupazionali ai marittimi italiani che decidono di smettere la vita per mare e trovare lavoro a terra.

Tale progetto e’ stato fortemente voluto dalla Fit-Cisl, finanziato dalla Itf, la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti a cui la stessa Fit e’ affiliata, e realizzato dal Cieli, Centro italiano di eccellenza sulla logistica, i trasporti e le infrastrutture dell’Universita’ di Genova. Gli studiosi del Cieli hanno esaminato le principali competenze sviluppate dai marittimi italiani al fine di comprendere come esse possano essere proficuamente impiegate anche nell’ambito di possibili carriere professionali in settori e attivita’ produttive “a terra” riconducibili al cluster marittimo. L’obiettivo finale, in corso di realizzazione, e’ costruire un database in cui qualsiasi marittimo puo’ inserire le proprie competenze e da una parte vedere quali prospettive occupazionali ha a terra dall’altra comprendere quali lacune puo’ eventualmente colmare per ambire a un lavoro migliore.

“Con questa iniziativa – afferma Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl – la nostra Federazione, in coerenza con la storia, la tradizione e la cultura della Cisl, profonde ancora una volta il proprio impegno fattivo per le lavoratrici e i lavoratori dei trasporti, per proporre soluzioni concrete a una problematica molto sentita dai marittimi. Gli studi del Bimco, associazione datoriale internazionale del trasporto marittimo, dimostrano che, in media, dopo 10 anni per mare i marittimi desiderano un posto di lavoro a terra. E’ per questo che il 18 gennaio faremo emergere come concretamente si potra’ intervenire per soddisfare questa legittima aspettativa”.

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