La richiesta del medico "no vax": "Un confronto pubblico con il presidente dell'Ordine dei Medici di Genova"

di Marco Garibaldi

Santi, nei mesi scorsi, è stato sospeso per i certificati di esonero dall'indossare la mascherina. "Da 10 anni non incontro rappresentanti dell'industria farmaceutica"

La richiesta del medico "no vax": "Un confronto pubblico con il presidente dell'Ordine dei Medici di Genova"

Roberto Santi, medico di Sestri Levante, è stato travolto dalle polemiche per le sue posizioni controverse su vaccini e Covid.

Nei mesi scorsi l'Ordine di Medici di Genova lo ha sospeso perché avrebbe prodotto diversi certificati di esenzione per l’uso della mascherina senza visitare i pazienti. Esoneri che, in genere, erano giustificati per la presenza di malattie respiratorie genetiche.

Santi, che è stato anche medico del carcere di Chiavari, assessore a Sestri Levante nella seconda metà degli anni '90 ma anche epidemiologo presso la Asl 2 di Sanremo, responsabile dell'igiene dell'ambiente ed esperto nelle patologie correlate, poi aiuto del direttore Sanitario e responsabile della formazione, non si arrende e continua a sostenere le sue tesi.

Non vuole rilasciare interviste video al momento e spiega: "Sono disponibile solo ad un confronto pubblico con il Presidente dell'Ordine dei Medici di Genova".

Le sue posizioni sui vaccini sono chiare:

"Molte, troppe volte vengono segnalati danni da vaccino - spiega Santi -  Il compito dei Media e delle Istituzioni non è facile: da una parte evitare che si dilaghi l'allarme che porterebbe ad una preoccupante riduzione della copertura vaccinale, dall'altra la necessità di mantenere un livello sufficiente di fiducia ed autorevolezza che possa sostenere una buona copertura vaccinale.

Dico solo che è un settore talmente delicato che richiederebbe uno sforzo di trasparenza al massimo livello possibile. Comunque, lascio la parola, in questo caso, agli esperti".

Il medico di Sestri Levante è un grande sostenitore del metodo di cura ideato dal dottor Emanuele Ugo  D’Abramo che si basa sull’infusione per via endovenosa di farmaci con vitamina C, fruttosio e altri elementi biologici di questo tipo. Un metodo che divide e fa discutere nell'ambiente scientifico:

"Quello che mi preme dire che la cura del dott. D'Abramo ha dato buoni risultati su danni neurologici ed immunitari variamente indotti - contiua Santi - Abbiamo trattato, non molti in verità, casi di autismo in adolescenti ottenendo risultati apprezzati dagli insegnanti, oltre che dai genitori.

Questa è la cura dell'autismo? No. Non dico questo.  Ma, se l'autismo è il risultato di un danno immunologico e neurologico jatrogenicamente indotto, un tentativo si può fare. Se la cura funziona si vede subito o quasi".

Per giustificare la sua posizione contraria ai vaccini per combattere il Covid, il dottore ci cita uno studio portato avanti sulle proteine Spike:

Gli studi clinici hanno indicato che i pazienti con COVID-19 grave mostrano risposte immunitarie adattive ritardate e deboli; tuttavia, il meccanismo con cui SARS-CoV-2 impedisce l'immunità adattativa rimane poco chiaro. I nostri risultati rivelano un potenziale meccanismo molecolare mediante il quale la proteina spike potrebbe impedire l'immunità adattativa e sottolineare i potenziali effetti collaterali dei vaccini a lunghezza intera basati su spike.

"Basterebbe solo questo ultimo recente articolo per sospendere immediatamente la vaccinazione e capire meglio: se la proteina Spike inibisce i meccanismi di autoriparazione del DNA, significa che dopo pochissimi anni potremmoo avere neoplasie, leucemie, linfomi ecc.", conclude Santi.
 
Per completezza d'informazione diciamo che nessuno studio clinico conferma i risultati dello studio citato dal dottor Santi e che la ricerca è stata pubblicata da una casa editrice nota per aver approvato altri paper eseguiti con metodi controversi.