L’ospedale San Martino ricorda Elisa Enrile: “Aiutare gli altri era nella sua natura”
di Alessandro Bacci
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La ragazza morta a 31 anni durante un'escursione. "Grazie per il grande contributo fornito nella cura dei pazienti fin dall’inizio dell’epidemia"
A 31 anni ha perso la vita durante un'escursione sul monte Zatta. Elisa Enrile è probabilmente scivolata prima di cadere in una scarpata: l'impatto si è rivelato letale. Elisa lavorava all'ospedale San Martino di Genova. Era specializzanda al quarto anno e, come tanti altri specializzandi, era stata chiamata, fin da inizio emergenza, a lavorare stabilmente in un reparto Covid. Il suo era la Rianimazione del San Martino, come anestesista. Perché, come ricorda la direzione del policlinico, "aiutare gli altri è sempre stato nella sua natura".
"Ad Elisa va il più grande ringraziamento dalla comunità degli Anestesisti Rianimatori del Policlinico, di cui faceva parte, per la professionalità e la serietà nella professione e, in particolare, per il grande contributo fornito nella cura dei pazienti affetti da Covid-19 fin dall’inizio dell’epidemia". Questo il ricordo del Direttore della Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione e dell’Unità Operativa Clinica Anestesiologica e Terapia Intensiva professor Paolo Pelosi e del Direttore del Dipartimento di Emergenza dottor Angelo Gratarola.
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