Istat, l'energia spinge l'inflazione al 3,3%, confermate stime

di R.S.

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I dati di agosto, per prezzi dei beni energetici +17,1% su base annua. Rallentano il carrello della spesa e i costi dei voli

Istat, l'energia spinge l'inflazione al 3,3%, confermate stime

Ad agosto 2026 l'inflazione in Italia sale al 3,3% dal 2,9% di luglio, sostenuta dall'andamento dei prezzi dei beni energetici, in aumento da +11,6% a +17,1%. Lo afferma l'Istat confermando le stime preliminari. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua.

Il tasso di inflazione è ai massimi da quasi tre anni: per avere un dato più elevato bisogna tornare a settembre 2023, quando aveva toccato il 5,3%. "Nel settore alimentare la dinamica dei prezzi continua a essere moderata (attestandosi a +1%), esercitando un freno alla crescita dell'indice generale. La crescita dei prezzi rallenta anche per alcune tipologie di servizi, tra cui i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli relativi ai trasporti.

L'inflazione di fondo diminuisce lievemente da +1,6% a +1,5%. L'inflazione media del 2026, acquisita ad agosto sale a +2,9%", scrive l'Istat. L'aumento dell'inflazione riflette principalmente l'andamento dei prezzi degli energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, di quelli non regolamentati come i carburanti (da +11,4% a +17,0%), dei beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,6%) e quella dei servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).

Il carrello della spesa ad agosto rallenta allo 0,9% dall'1% di luglio. L'Istat ha rivisto leggermente al ribasso le stime sulla variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce che nei dati preliminari era indicata stabile al +1%. "Il settore alimentare complessivamente mostra un lievissimo rallentamento della crescita dei prezzi (da +1,1% a +1,0%; +0,1% su luglio), guidato perlopiù dall'ampliarsi della flessione dei prezzi dei beni alimentari lavorati" (da -0,2% a -0,4%), spiega l'Istat. Questo effetto è solo in parte compensato dalla leggera accelerazione su base tendenziale dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%), che riflette principalmente l'aumento nel ritmo di crescita dei prezzi di ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi (da +2,6% a +4,0%), pur in presenza di una maggiore flessione dei prezzi di frutta e frutta a guscio (da -0,7% a -1,7%)

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