Inaugurazione ponte Genova, Possetti: "Sembrava un carnevale, ora una cerimonia sobria"

di Redazione

Il comitato dei parenti delle vittime: "Ci farà piacere se alla fine leggeranno i nomi dei nostri cari. Il 3 agosto incontreremo Mattarella"

Visto che sarà una cerimonia sobria" e non ci sarà "il carnevale che si stava sviluppando" attorno all'inaugurazione del Ponte di Genova, "siamo contenti che i nostri cari siano ricordati a margine di un momento così. Ma noi non ci sentiamo parte di quel ponte, nato sulle ceneri di una grande tragedia". Egle Possetti, presidente del Comitato in Ricordo delle Vittime del Ponte Morandi, che nel crollo dell'agosto 2018 ha perso i due nipoti Manuele e Camilla, la sorella Claudia e il marito della sorella Andrea parla con la gentilezza che le è solita. E, dopo aver detto alcuni giorni or sono che su quel ponte "personalmente non ci metterò mai piede" sottolinea per l'ennesima volta che a loro, ai parenti delle vittime del Morandi, l'inaugurazione del nuovo Ponte di Genova non interessa.

"La giornata (il 3 agosto, ndr) la passeremo in viaggio - ha detto - perché il Presidente della RepubblicaMattarella ha chiesto di incontrarci e questo per noi è davvero importante. Ci dirà alcune cose e anche noi diremo a lui alcune cose che però non voglio anticipare. Certo gli racconteremo alcune nostre sensibilità e faremo anche qualche richiesta per il futuro". Ma che non si parli di festa per il nuovo Ponte. "Certo la struttura è bellissima, è stato fatto in tempi brevi, e noi speriamo sia stato fatto molto bene innanzitutto ma è una cosa che ci dirà soltanto il tempo - ha detto Possetti -. Ma, ripeto, noi non ci sentiamo parte di tutto questo. Questo ponte è stato costruito su una grande tragedia".

Quando si era prospettato "un carnevale - dice la rappresentante dei familiari delle vittime -attorno all'inaugurazione del nuovo Ponte, avevamo chiesto al sindaco e commissario straordinario Marco Bucci, con il quale siamo in costante contatto, di non leggere durante l'inaugurazione i nomi dei nostri cari. Poi sembra che la cerimonia sia diventata più sobria e quindi siamo contenti che venga pronunciato il loro nome. Ma il loro ricordo - sottolinea - troverà spazio il 14 agosto e in questa circostanza - ha concluso - potranno avere il giusto rispetto che meritano".