Il sindaco Bucci, Giorgio Gaber e quella voglia di credibilità

di Giampiero Timossi

Cos’è la destra? E cos’è la sinistra? Il cantautore Giorgio Garber purtroppo non c’è più, lui del dilemma Destra-Sinistra, dei suoi mutamenti, ne aveva anche fatto una canzone. L’aveva scritta parecchio tempo fa, era il 1994, per gli italiani resterà l’anno dell’ascesa politica di Silvio Berlusconi. Cos’è la destra? Cos’è la sinistra? La domanda resiste e sono passati tre decenni, s’intrufola anche in queste elezioni amministrative, diventando una delle prime schermaglie dialettiche tra il sindaco in carica Marco Bucci e quello che al momento pare il suo sfidante più temibile, Ariel Dello Strologo. La prima volta, alla presentazione dei progetti Pnrr, il sindaco l’ha buttata lì, salutando l’avvocato: “Sono più di sinistra io…”. Dello Strologo non l’ha presa solo come una battuta e probabilmente non voleva esserlo.

Così negli studi di "Tiro Incrociato" il candidato progressista ha replicato: “Allora lo spieghi ai suoi elettori che è di sinistra”. La replica di Dello Strologo voleva mettere a disagio Bucci? Era arguta, ma è improbabile che abbia avuto effetto. Poi questa mattina, inaugurando la via dedicata a Giovanni Camera (il pediatra dei sestresi e non solo) il sindaco ha regalato un altro spunto: “Questa campagna elettorale si vincerà sulla credibilità dei candidati”. In questo momento, per Bucci parlare di “credibilità” significa probabilmente ricordare all’avversario il tema del trasferimento del Polo Chimico, il primo sì dell’avvocato Dello Strologo all’idea di portarlo a Ponte Somalia, come proposto dal sindaco. Significa, soprattutto, rammentare al candidato Dello Strologo la sua frenata su Ponte Somalia con successiva precisazione: “Stiamo valutando una soluzione alternativa”. Ancora non ha spiegato quale, ma a giorni è attesa la presentazione del suo programma e magari anche una risposta sull’argomento.

Questo della credibilità sembra però un bel tema, per entrambi, per tutti i candidati. Intervistando Bucci e Dello Strologo, attendendo di farlo anche con gli altri, riesci a immaginare come tutti, in modo diverso, possano essere credibili. Bucci lo ha già dimostrato amministrando la città, non solo guidando da commissario la costruzione di Ponte San Giorgio. Diceva di essere il “sindaco del fare”, ha fatto e ha ancora voglia di fare. Lo abbiamo già detto: chi vuole sfidarlo non si limiti ad attaccare gli errori commessi dall’amministrazione, quello è semmai il ruolo (sacrosanto) dell’opposizione. Tutti gli sfidanti cerchino semmai di fare proposte che alzino l’asticella. Ecco, questa sarebbe davvero una bella sfida elettorale. Questa può essere la campagna che fa impennare l’umore e le sorti della città. Un piccolo suggerimento è giusto darlo anche a Bucci, sarebbe sgradevole si sentisse trascurato. Continui a essere il sindaco del fare, non guardi la pagliuzza o la trave nell’occhio dell’avversario.

Se ne freghi di essere di destra o di sinistra, sono argomenti che uno scout esperto come lui non metterebbe nello zaino per un bivacco. Ha detto di sentirsi a casa al point delle Lega e alla convention di Toti ed è probabilmente vero in tutti e due i contesti. L’appoggio di tutta la colazione di centrodestra è per Bucci sicuramente strategico, ma è soprattutto qualcosa di gradevole. Scoperto dalla Lega, sostenuto dal governatore Toti, il sindaco ha idee sue che possono coincidere con quelle del partito di Edoardo Rixi e Matteo Salvini, così come con quelle del nuovo centro movimentato dal governatore ligure. Tutto vero, come la certezza che Bucci si senta soprattutto un candidato civico, perché vuole che il suo operato appartenga alla città. L’impegno civico era, per esempio, quello del dottor Gianni Camera, il pediatra che visitava i bambini di Genova a qualunque ora del giorno e della notte. Forse è per questo che inaugurando la via che porta il nome del genetista, tra la gente di Sestri Ponente, il sindaco sembrava ed era assolutamente a proprio agio.

E allora Bucci via, continui a fare, ma non trascuri che serve anche raccontare: la sua idea di città e di politica intesa come impegno civico o come quello che più gli pare. Parli, dica quel che pensa, faccia un bel faccia a faccia con Dello Strologo e gli altri sfidanti. La politica bella e alta esiste ancora e anche un confronto aiuterà i genovesi a capire chi tra tutti è il candidato più credibili. Non chi lo è meno o chi sbaglia di più. Bucci farà il suo, anche se dagli strateghi riceverà consiglio che suonano più o meno così: silenzio e clausura. Silenzio, basso profilo, perché il margine di vantaggio sugli sfidanti è già ampio. Però quelli come Bucci non sanno stare zitti e con le mani in mano. Chi ha carattere e non lo esprime diventa una pentola a pressione, rischia di saltare e di fare così qualche danno. Se Bucci non resta Bucci, gestire una lunga campagna elettorale può diventare difficile. E non del tutto credibile.