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Il porto delle donne: sono più di 350 le lavoratrici nei terminal genovesi

di Redazione

La presenza femminile, forte negli uffici, è in aumento anche nei reparti operativi

350 lavoratrici, 400 con l'indotto: sono questi i numeri del porto genovese 'al femminile', uno spaccato dell'occupazione in un ambiente da sempre prettamente maschile. Di queste, però, operative sulle banchine sono solo una trentina, le altre sono impiegate negli uffici, nelle attività amministrative e gestionali.

Sono i numeri emersi nel corso dell'iniziativa organizzata questa mattina dalla Fit Cisl Liguria al Cap di Genova, intitolata 'Le donne del porto'. "Del numero complessivo delle lavoratrici del porto la parte del leone la fa l'Autorità Portuale con oltre 100 impiegate - ha detto Mauro Scognamillo, segretario Fit Cisl Liguria - seguono Vte, Terminal Messina e via via gli altri (Terminal Sech, San Giorgio, Gruppo Spinelli, Stazione Marittima, Fuorimuro)".

"Il lavoro portuale è da sempre considerato maschile, rude, faticoso, difficoltoso ma da tempo la presenza di personale femminile è in aumento anche nei reparti operativi" conclude Giulia Marzullo, responsabile coordinamento donne Fit. In questo seminario "abbiamo inteso guardare questo mondo dal punto di vista delle donne che ci lavorano: quali sono le difficoltà, le problematiche e perché no, anche le soddisfazioni".

Davide Traverso, il segretario Fit con delega ai porti ha annunciato che "è nostra intenzione aprire il coordinamento donne delle lavoratrici del porto"

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