IA, la corsa dei data center raddoppia la domanda di energia: investimenti per 7.000 miliardi
di R.S.
Nel 2025 la spesa in conto capitale dei cinque maggiori gruppi tecnologici ha superato i 400 miliardi di dollari
L’intelligenza artificiale sta facendo crescere rapidamente la domanda mondiale di capacità di calcolo e, di conseguenza, quella di energia elettrica. Il fenomeno coinvolge non solo i data center, ma anche semiconduttori, reti elettriche, sistemi di raffreddamento e nuove infrastrutture.
Secondo l’IEA, nel 2025 i data center hanno consumato circa 485 TWh di elettricità nel mondo, con una crescita del 17% in un anno. Entro il 2030 il consumo potrebbe arrivare a 950 TWh, quasi il doppio, pari a circa il 3% della domanda mondiale di elettricità.
Non tutto questo consumo è attribuibile all’AI, ma la sua componente cresce più rapidamente: nel 2025 il consumo elettrico legato all’intelligenza artificiale è aumentato di circa il 50%. La richiesta di energia varia inoltre in base alle attività: generare testo richiede meno risorse rispetto a immagini e video, mentre sistemi di ragionamento complesso e agentici possono avere consumi molto più elevati.
Parallelamente, l’efficienza sta migliorando. Secondo l’IEA, negli ultimi anni l’energia necessaria per singolo compito AI è diminuita di almeno un ordine di grandezza all’anno. Il problema è che la maggiore efficienza viene accompagnata da un aumento del numero e della complessità delle operazioni.
Per sostenere la crescita servono nuovi server e GPU, ma anche sistemi di raffreddamento, reti elettriche, trasformatori, terreni e acqua. La densità energetica dei server AI è aumentata di circa 11 volte tra il 2020 e il 2025 e potrebbe quadruplicare ulteriormente entro il 2027.
Anche gli investimenti stanno crescendo rapidamente. Nel 2025 la spesa in conto capitale dei cinque maggiori gruppi tecnologici ha superato i 400 miliardi di dollari. Secondo una stima McKinsey, gli investimenti globali nei data center potrebbero arrivare a circa 7.000 miliardi di dollari entro il 2030.
La crescita pone però anche una questione ambientale. Quasi metà della nuova domanda elettrica dei data center fino al 2030 potrebbe essere coperta dalle rinnovabili, ma gas e carbone potrebbero insieme soddisfare oltre il 40% dell’aumento della domanda. Le emissioni legate all’elettricità utilizzata dai data center potrebbero raggiungere circa 320 milioni di tonnellate di CO₂ nel 2030, a cui si aggiungono gli impatti legati alla produzione dei semiconduttori, alle materie prime, alla costruzione delle strutture, al consumo d’acqua e alla sostituzione dell’hardware.
L’AI, tuttavia, può intervenire anche sul lato opposto del bilancio energetico. L’IEA individua applicazioni nella gestione delle reti elettriche, nell’industria, nella manutenzione degli impianti, negli edifici e nei trasporti. Applicazioni già sperimentate potrebbero consentire alle industrie ad alta intensità energetica di ridurre i costi energetici del 3-10%.
Il bilancio complessivo dipenderà quindi dalla capacità di compensare l’energia necessaria per alimentare l’intelligenza artificiale con quella che l’AI riuscirà a far risparmiare negli altri settori. Nei prossimi anni saranno decisivi l’efficienza dei modelli, il numero delle operazioni, la fonte dell’elettricità e la capacità delle reti di accompagnare la crescita dei data center.
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