Guerra Iran, gas in Europa: raddoppiano i costi dell’elettricità e spesa extra di 2,5 miliardi
di R.C.
Secondo l’analisi, i Paesi più colpiti sono Germania, Italia, Paesi Bassi e Belgio, dove il gas rappresenta una quota elevata della produzione elettrica
L’impennata dei prezzi del gas, scatenata dall’attacco di USA e Israele all’Iran, ha provocato un aumento record dei costi di produzione dell’energia elettrica in Europa, con un raddoppio dei prezzi nelle centrali a gas nei primi dieci giorni del conflitto. Lo rileva il think tank indipendente Ember, che stima una spesa aggiuntiva di 2,5 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili nell’UE.
Secondo l’analisi, i Paesi più colpiti sono Germania, Italia, Paesi Bassi e Belgio, dove il gas rappresenta una quota elevata della produzione elettrica. Al contrario, nazioni come Spagna, Portogallo e Francia hanno risentito meno dell’aumento grazie a un mix energetico più diversificato e a un maggior ricorso a solare ed eolico.
I prezzi del gas europeo (TTF) hanno raggiunto una media di 45 euro/MWh nella prima settimana del conflitto, quasi il 50% in più rispetto ai livelli pre-crisi. Nonostante il rischio immediato di carenze sia basso, Paesi come Italia e Belgio risultano più dipendenti dalle importazioni di GNL dal Qatar.
L’impatto sui consumatori è significativo: l’aumento dei costi si riflette sulle bollette elettriche e sul prezzo di gas, diesel e fertilizzanti, colpendo l’intera economia europea. Ember sottolinea che solo un mix di energie rinnovabili, elettrificazione e flessibilità della domanda può proteggere l’Europa da futuri shock dei prezzi dei combustibili fossili.
Chris Rosslowe, analista di Ember, evidenzia che il sistema attuale resta vulnerabile: “L’energia pulita e l’elettrificazione sono l’unico modo per ridurre l’impatto dei conflitti globali sui prezzi e costruire un sistema energetico resiliente”.
Il think tank osserva infine che l’eliminazione del costo del carbonio tramite l’EU-ETS avrebbe un effetto limitato sulle bollette: attualmente incide al massimo sul 10% della spesa finale di una famiglia europea, molto meno di IVA e altre voci. La chiave, secondo Ember, resta l’accelerazione delle rinnovabili e delle tecnologie pulite.
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