Gronda di Genova, Lupia: "Il governo non perda tempo: sblocchi subito il progetto esecutivo"

di Marco Innocenti

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Le recenti dichiarazioni dell'ad di Autostrade Tomasi e di Raffaella Paita hanno riacceso la luce sui continui rinvii nell'avvio del cantiere

Prima l'altolà di Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l'Italia, poi quello della presidente della commissione trasporti della Camera Raffaella Paita: il tracciato della Gronda di Genova non può subire modifiche. "Sarebbe come ripartire da zero - ha detto Tomasi - dopo che sono già stato spesi 100 milioni per le verifiche ispettive". Precisazioni che oggi hanno portato, anche a livello locale, a prese di posizione affinché in breve si sblocchi la situazione. 

Chiediamo con tutta la nostra forza a questo Governo, con una maggioranza così ampia di assumersi fino in fondo la propria responsabilità - commenta Raffaele Lupia, segretario generale aggiunto di Fit Cisl Liguria - Bisogna sbloccare immediatamente il progetto esecutivo, entro la fine di questa legislatura. L’ultimo annuncio in merito era arrivato dal Ministro Giovannini che aveva dichiarato che 'Il soggetto che deve realizzare la gronda è Aspi, che è rimasta bloccata nel rapporto con lo Stato dopo il crollo del ponte Morandi. Finalmente dopo un lungo iter si è arrivati ad una transazione con Aspi che sbloccherà questa situazione, un passo avanti importante'. Per fare partire i lavori manca in sostanza l’approvazione del progetto esecutivo da parte del Governo. Lo scorso giugno lo stesso Ministro aveva ventilato l’ipotesi di un Commissario Straordinario per la Gronda, ribadendo che i tempi di avvio dei lavori sarebbero stati strettamente correlati a quelli di definizione della procedura di contestazione avviata nei confronti di Aspi, avvenuta a seguito del crollo del ponte Morandi, nonché a quelli di approvazione del Piano Economico-Finanziario della Società, che impegna investimenti per 4,3 miliardi relativi al passante autostradale di Genova”.

"La Fit Cisl Liguria - conclude Lupia - rivendica una data precisa, non più procrastinabile, che ponga fine a questa interminabile vicenda e che venga finalmente firmato e legittimato l’inizio dei lavori. Diciamo basta ad un populismo che in questo nostro Paese, nella nostra Regione Liguria, ha pensato di dettare l’agenda delle grandi opere infrastrutturali, di dettare l’agenda della Politica e che ha saputo soltanto creare inaccettabili ed incomprensibili ritardi, che sta pagando il nostro territorio, la nostra amministrazione e tutte le nostre imprese. Sono passati 20 anni dal primo progetto e nessuno si rende conto dei benefici sia economici che pratici visto che si stima un risparmio di 10 milioni di ore all’anno per la viabilità.  E’ inoltre necessario lavorare contestualmente su tutte le altre piccole e grandi opere che interessano la nostra Regione Liguria, perché riteniamo che ci sia una sfida su cui si misura complessivamente la realizzazione del PNRR, che non è solo fatto di tante e straordinarie risorse economiche, ma è anche e soprattutto portatore di tante opportunità e tante occasioni, anche occupazionali, che devono essere realizzate nel nostro territorio, per renderlo più attrattivo, più raggiungibile e dare maggiore sviluppo al nostro sistema produttivo. La Classe Dirigente Politica deve dimostrare di avere davvero il coraggio dei riformisti e di voler fare le scelte più opportune per ripartire, altrimenti non si risolveranno i nodi strategici che limitano il nostro sviluppo”.