Gianluca Rocchi indagato per concorso in frode sportiva: sotto la lente alcune decisioni VAR della Serie A
di Luca Pandimiglio
Il designatore arbitrale di Serie A e B, Gianluca Rocchi, risulta indagato con l’ipotesi di concorso in frode sportiva nell’ambito di un’inchiesta della magistratura ordinaria su alcune dinamiche legate alla gestione del VAR nella stagione 2024-2025.
Rocchi, che ha ricevuto un avviso di garanzia, si dichiara estraneo ai fatti e ha fatto sapere di voler chiarire la propria posizione nelle sedi competenti, respingendo ogni accusa.
Il caso nato da una segnalazione interna
L’indagine prende origine da una lettera-denuncia presentata nei mesi scorsi da un ex assistente arbitrale, poi archiviata in ambito sportivo, ma successivamente ripresa sul piano penale per verificare l’eventuale esistenza di profili di rilevanza giuridica.
Al centro delle verifiche ci sarebbero alcune partite della stagione 2024-25 e in particolare il funzionamento della sala VAR di Lissone, con riferimento a possibili interferenze o anomalie nel processo decisionale degli arbitri.
Il caso Udinese-Parma
Uno degli episodi sotto esame riguarda la gara tra Udinese e Parma, in cui l’arbitro è stato richiamato all’on-field review per un possibile calcio di rigore dopo una revisione delle immagini in sala VAR. La dinamica del cambio di valutazione in tempi molto rapidi è uno degli elementi su cui si stanno concentrando gli investigatori.
Anche Inter-Verona tra le gare analizzate
Tra le partite finite nel fascicolo figura anche un precedente episodio di Inter-Verona, in cui un contatto a palla lontana non venne sanzionato prima della rete decisiva. L’episodio era stato successivamente analizzato anche nei canali ufficiali di revisione arbitrale, con il riconoscimento di un possibile errore tecnico nella gestione dell’azione.
Il nodo delle procedure VAR
L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sul rispetto dei protocolli VAR, che prevedono totale isolamento della sala di revisione e autonomia decisionale degli ufficiali di gara. Alcune ricostruzioni ipotizzano interferenze esterne o comunicazioni anomale, elementi che dovranno essere verificati nel corso delle indagini.
La posizione dell’AIA e il contesto
Dagli ambienti arbitrali prevale la linea della prudenza: molte delle situazioni contestate erano già state oggetto di revisione tecnica e in alcuni casi di pubblicazione degli audio ufficiali, con ammissione di errori ma senza indicazioni di irregolarità sistemiche.
L’inchiesta resta comunque aperta e dovrà chiarire se si sia trattato di semplici errori umani o se possano emergere profili più gravi sul piano penale.
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