Genova, torna Notre Dame de Paris al Carlo Felice. Giò Di Tonno: “Dopo 25 anni questa storia parla ancora al presente”

di Carlotta Nicoletti

Il musical di Riccardo Cocciante torna a emozionare tra amore, emarginazione e temi ancora attuali.

A venticinque anni dal debutto, Notre Dame de Paris continua a riempire i teatri italiani e a parlare al pubblico con temi universali come l’amore, la diversità e l’emarginazione. La potenza della musica di Riccardo Cocciante e la tragedia senza tempo di Victor Hugo tornano a vivere ancora una volta. Lo spettacolo accompagna gli spettatori tra le navate della cattedrale parigina e i conflitti dei suoi protagonisti, in un intreccio di passioni destinato alla rovina. Tra i protagonisti storici dello spettacolo c’è Giò Di Tonno, interprete di Quasimodo, che racconta il legame profondo con un’opera diventata simbolo del teatro musicale italiano.

L’emozione – “Ricordo l’entusiasmo di far parte di un progetto che si sentiva sarebbe diventato importante – racconta Giò Di Tonno –. Non potevamo sapere che saremmo entrati nella storia del teatro musicale italiano, ma c’era il sentore di fare qualcosa che sarebbe entrato nella vita delle persone”. Un successo confermato dai numeri e dalla longevità dello spettacolo, ancora oggi tra i musical più amati dal pubblico.

I temi – Al centro dell’opera resta la vicenda di Esmeralda, Quasimodo e Frollo, in una Parigi medievale attraversata da passioni, pregiudizi e tragedie. “Il messaggio più bello è quello di non avere paura della diversità – spiega Di Tonno – ed è forse ciò che ancora oggi colpisce di più il pubblico”. Un racconto ambientato nel Medioevo ma capace di affrontare questioni ancora contemporanee.

Quasimodo – L’attore sottolinea come il personaggio sia cambiato insieme a lui nel corso degli anni. “All’inizio mi concentravo molto sull’aspetto fisico: la voce, il modo di camminare. Poi ho cercato di andare più in profondità e raccontare Quasimodo come simbolo dell’emarginato, del diverso da non temere”. Un’evoluzione personale e artistica che ha reso il personaggio ancora più umano.

Il ritorno – Lo spettacolo torna anche al Teatro Carlo Felice di Genova, una sede che Di Tonno definisce speciale: “È come portare una cattedrale dentro una cattedrale. Un luogo straordinario per raccontare questa storia”. Le musiche di Riccardo Cocciante, da Bella a Il tempo delle cattedrali, restano il cuore di un’opera che continua a emozionare generazioni diverse.

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