Genova si candida alle Olimpiadi estive: ipotesi congiunta con Milano, Torino e le regioni. Salis: "Giochi, grande opportunità"
di steris
Fontana, Cirio, Bucci, Sala, Lo Russo e Salis lanciano una proposta per un'altra edizione da ricordare dopo Roma 1960
Parte dal Nord-Ovest italiano un ambizioso progetto che punta a portare i Giochi Olimpici e Paralimpici estivi in Italia. Finora la sola edizione estiva dei Giochi ospitata in Italia è quella di Roma 1960. Cortina, Torino (nella foto, i cinque cerchi tracciati dalle Frecce Tricolori nel 2006) e Milano-Cortina hanno ospitato le edizioni invernali.
Le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, hanno annunciato l’avvio di un percorso condiviso per valutare una candidatura unitaria in vista di una futura edizione delle Olimpiadi. Lo annunciano, con una nota congiunta, Silvia Salis, Sindaca di Genova (già atleta olimpica, tanto da tatuarsi i cinque cerchi come da foto dal profilo personale Facebook); Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino; Giuseppe Sala, Sindaco di Milano; Marco Bucci, Presidente Regione Liguria; Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte e Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia.
Silvia Salis sostiene: "Abbiamo fatto un incontro con i sindaci di Milano e Torino e i Presidenti di Regione perché vogliamo proporre la disponibilità dei nostri territori e delle nostre città per candidarsi come città che possano ospitare le Olimpiadi. Noi ci siamo trovati, io ne avevo già parlato con i sindaci; potete immaginare quanto questo sia un argomento che mi interessa e nel quale credo molto. Ne avevo già parlato all'epoca addirittura della campagna elettorale con i sindaci e già c'era un'idea comune. Devo dire che siamo tutti determinati nel proporre i nostri territori: è qualcosa che può fare molto bene. Il Piemonte e la Lombardia hanno già ospitato le Olimpiadi e quindi hanno anche una struttura, come posso dire, e anche la consapevolezza delle sfide che attendono. Io devo dire che dal canto mio ho vissuto parecchio di quello che c'è dietro all'organizzazione delle Olimpiadi, ma anche alla formazione di una candidatura. Per cui credo che sia qualcosa che, se fatto nel giusto modo, con una giusta attenzione agli impianti già esistenti e una giusta attenzione a quelle che possono essere le prospettive di sviluppo per una città, può funzionare. Le Olimpiadi sono una grande opportunità. L’iniziativa è stata ufficialmente avviata con un primo incontro operativo tra le istituzioni promotrici, che hanno dato il via a un confronto destinato a proseguire nei prossimi mesi con ulteriori appuntamenti. L’obiettivo è costruire una proposta solida e condivisa, capace di valorizzare le eccellenze sportive, infrastrutturali e organizzative dei territori coinvolti".
Il progetto nasce dalla volontà di mettere a sistema le risorse di un’area tra le più dinamiche d’Europa. L’asse Torino–Milano–Genova rappresenta infatti un polo strategico caratterizzato da una forte integrazione economica, culturale e logistica, oltre che da una consolidata esperienza nell’organizzazione di grandi eventi internazionali.
Uno dei pilastri della possibile candidatura sarà la sostenibilità, sia ambientale sia economica. Le istituzioni intendono puntare prevalentemente sull’utilizzo di impianti e infrastrutture già esistenti, limitando al minimo nuove costruzioni e favorendo il riuso di strutture sportive, universitarie e fieristiche. Un modello “diffuso” che mira a ridurre l’impatto ambientale, ottimizzare le risorse pubbliche e generare benefici concreti e duraturi per i territori.
A rafforzare questa prospettiva contribuisce l’esperienza maturata negli anni: dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006 fino ai Giochi di Milano-Cortina 2026, passando per numerosi eventi sportivi, culturali e fieristici ospitati nelle tre città. Il Nord-Ovest può contare su competenze amministrative, tecniche e logistiche di alto livello, oltre che su un sistema infrastrutturale tra i più avanzati del Paese.
La fase appena avviata prevede ora un confronto con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Governo, il mondo dello sport, le università e gli stakeholder territoriali, per verificare la fattibilità della candidatura. L’orizzonte temporale ipotizzato è quello delle Olimpiadi del 2036, con una possibile alternativa nel 2040.
Nel frattempo sarà istituito un gruppo operativo interistituzionale composto dai sei Capi di Gabinetto delle amministrazioni coinvolte, incaricato di avviare l’istruttoria preliminare e definire il percorso verso la candidatura.
La scelta di una candidatura condivisa tra più territori si inserisce pienamente nell’evoluzione del modello olimpico, sempre più orientato a progetti integrati, sostenibili e distribuiti su più poli urbani.
“L’obiettivo – sottolineano le istituzioni promotrici – è costruire una proposta credibile, innovativa e sostenibile, capace di mettere al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori, rafforzando al contempo la presenza internazionale dell’Italia”.
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