Genova, ponti e cavalcavia, Finocchio (Pd) a Telenord: "Serve piano nazionale per la sicurezza"

di Katia Gangale

Sono 679 gli impalcati e i cavalcavia monitorati a Genova entro il 30 giugno e quasi il 40% presenta un livello di gravità medio-alto

Sono 679 gli impalcati e i cavalcavia monitorati a Genova entro il 30 giugno e quasi il 40% presenta un livello di gravità medio-alto, tale da richiedere interventi. A fare il punto sulla situazione è Serena Finocchio, consigliera comunale del Partito Democratico e presidente della Quinta Commissione Territorio e Vallate, che pone l’accento sulla necessità di intervenire rapidamente, a partire dal ponte di piazza Cadevilla.

 

La sicurezza degli impalcati rappresenta una delle questioni più delicate per Genova, città caratterizzata da una particolare conformazione urbanistica e da una presenza molto consistente di ponti, viadotti e cavalcavia. Una situazione resa ancora più complessa dall’età delle strutture e da decenni di manutenzione non sempre adeguata.

 

«Abbiamo fortemente voluto una commissione insieme all’assessore Ferrante proprio per vedere il risultato dei vari monitoraggi dei ponti e degli impalcati di Genova», spiega Finocchio. Entro la fine di giugno sono stati sottoposti a verifica 679 cavalcavia presenti sul territorio cittadino. «È stato un lavoro lungo e faticoso», sottolinea la consigliera, evidenziando come circa il 39% delle strutture monitorate presenti una situazione di gravità medio-alta e necessiti quindi di lavori urgenti.

 

Il caso del ponte di piazza Cadevilla

Tra le situazioni che richiedono particolare attenzione c’è il ponte di piazza Cadevilla, nel Levante genovese, oggetto anche di una recente interrogazione presentata da Finocchio. Si tratta di un'infrastruttura collocata in un nodo viario particolarmente trafficato e che, come evidenziato dalla consigliera, presenta condizioni di ammaloramento visibili.

 

«Il ponte di Cadevilla risulta tra i ponti con gravità medio-alta e quindi da lavorare il prima possibile», afferma Finocchio.

 

Il primo intervento dovrebbe concentrarsi sulla messa in sicurezza della struttura, con il consolidamento delle parti ammalorate e il ripristino delle porzioni di cemento deteriorate. L'obiettivo è anche quello di evitare ulteriori distacchi di materiale.

 

Un problema che non è soltanto teorico. «A fine agosto, durante quelle giornate di pioggia intensa, sono caduti pezzi di calcinaccio», ricorda la consigliera. Per questo, secondo Finocchio, la priorità è intervenire rapidamente, anche considerando la presenza di luoghi frequentati nelle vicinanze, tra cui strutture scolastiche e l’asilo Chichizola.

 

L’intervento dovrebbe consentire, in una prima fase, di mettere in sicurezza il ponte e di ripristinare almeno parte dei parcheggi situati al di sotto della struttura, particolarmente importanti per il quartiere.

 

Un problema che riguarda tutta Genova

Cadevilla, però, è soltanto uno dei punti critici di un problema molto più ampio. Genova dispone di un numero di impalcati particolarmente elevato rispetto ad altre città italiane, proprio a causa della sua conformazione e dello sviluppo urbanistico costruito nel corso del Novecento.

 

«Genova è stata tutta costruita su viadotti e cavalcavia», osserva Finocchio, ricordando come situazioni di attenzione riguardino diverse zone della città. Nel Levante, in particolare, vengono citati il ponte di Nervi, alcune strutture nella zona di Quarto e Castagna, i collegamenti legati all’autostrada e l’intero asse di corso Europa.

 

Una parte significativa di queste infrastrutture risale agli anni del boom economico, tra gli anni Sessanta e Settanta. Strutture che oggi, dopo decenni, necessitano inevitabilmente di interventi di manutenzione e consolidamento.

 

«Si pensava che il cemento armato potesse durare all’eternità, invece anche questo si ammalora e ha bisogno di ripristini e di lavori», sottolinea la consigliera.

 

Il problema è reso ancora più complesso dal fatto che molte di queste infrastrutture sono invecchiate contemporaneamente. «Tutti gli impalcati sono stati più o meno costruiti nello stesso periodo, quindi sono invecchiati anche contemporaneamente», spiega Finocchio. Il risultato è una quantità di interventi necessari che rischia di trasformarsi in un conto molto pesante per le casse pubbliche.

 

Il nodo delle risorse

Il tema della manutenzione si lega inevitabilmente a quello delle risorse economiche. Un esempio significativo è rappresentato da corso Europa, dove il costo stimato degli interventi arriva già a circa 44 milioni di euro.

 

Numeri che, moltiplicati per le numerose infrastrutture che necessitano di lavori, rendono evidente la difficoltà per un singolo Comune di sostenere l’intero programma di interventi.

 

«Un Comune da solo non ce la può fare», è la posizione netta di Finocchio, secondo cui sarebbe necessario un intervento a livello nazionale. «Bisognerebbe chiedere un aiuto a livello governativo, un piano nazionale», afferma.

 

La richiesta nasce dalla consapevolezza che la manutenzione degli impalcati genovesi rappresenta un investimento di dimensioni tali da non poter essere affrontato esclusivamente con le risorse comunali.

 

Prima la sicurezza, poi gli interventi strutturali

Per il ponte di piazza Cadevilla il percorso è però già avviato. Le risorse per l’intervento risultano infatti inserite, almeno in parte, nel bilancio comunale. Questo dovrebbe consentire di procedere con il bando e con i primi lavori in tempi relativamente rapidi.

 

«Nel caso di Cadevilla questo punto è già presente nel bilancio, quindi sono già dei soldi che sono stati in parte stanziati. Si può procedere con il bando e riuscire a fare i lavori velocemente», spiega Finocchio.

 

La consigliera distingue quindi tra la necessità immediata di mettere in sicurezza le strutture più problematiche e il più ampio programma di manutenzione che dovrà interessare progressivamente l’intera rete cittadina.

 

La priorità, secondo Finocchio, deve essere individuata sulla base del livello di gravità delle strutture, ma anche della loro frequentazione. Alcuni impalcati sono già stati sottoposti a limitazioni o chiusure al traffico proprio per ridurre i rischi e consentire un monitoraggio più attento.

 

«La prima cosa è la sicurezza di tutte e tutti», ribadisce.

 

Un patrimonio infrastrutturale da non rimandare

La situazione degli impalcati genovesi, dunque, impone una programmazione di medio e lungo periodo. Il rischio, avverte Finocchio, è che il progressivo deterioramento delle strutture renda gli interventi sempre più costosi e complessi, fino ad arrivare a condizioni tali da richiedere limitazioni alla circolazione o vere e proprie chiusure.

 

Il caso di Cadevilla può rappresentare uno dei primi passi di un percorso più ampio. Dopo la messa in sicurezza e gli interventi iniziali, sarà necessario procedere con lavori più approfonditi sulle singole strutture, attraverso bandi e finanziamenti adeguati.

 

«Abbiamo bisogno di trovare queste risorse perché altrimenti vorrebbe dire paralizzare una città», conclude Finocchio.

 

Il monitoraggio dei 679 impalcati ha quindi fornito un quadro complessivo della situazione. Ora, secondo la consigliera, la vera sfida sarà trasformare quei dati in un programma concreto di interventi, individuando le priorità e soprattutto le risorse necessarie per affrontare una delle principali emergenze infrastrutturali di Genova.

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