Genova: operata al cuore 'per finta', dopo mezzo secolo scopre che l'intervento non era stato mai eseguito

di steris

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La scoperta arriva solo nel 2019, quando la donna, colpita da due ictus, viene sottoposta a un nuovo intervento cardiochirurgico

Genova: operata al cuore 'per finta', dopo mezzo secolo scopre che l'intervento non era stato mai eseguito

Credeva di aver risolto da ragazza un grave problema cardiaco congenito. Per 48 anni una donna genovese, oggi  ha vissuto con la certezza — condivisa da tutti i medici che l’hanno seguita — di essere stata sottoposta nel 1971 a un delicato intervento al cuore all’ospedale San Martino di Genova. In realtà, quell’operazione non sarebbe mai avvenuta. Lo riferisce il Corriere della Sera.

 

La scoperta arriva solo nel 2019, quando la donna, colpita da due ictus, viene sottoposta a un nuovo intervento cardiochirurgico per la riparazione delle valvole mitralica e tricuspide. In sala operatoria emerge un fatto sconvolgente: il cuore non presenta alcun segno di un precedente intervento. Nessuna correzione, nessuna incisione cardiaca. Solo una cicatrice esterna sul torace.

 

Secondo quanto riportato dal quotidiano di via Solferino, i medici accertano che nel 1971 era stata eseguita unicamente una toracotomia, cioè l’apertura e la successiva chiusura del torace, senza che venisse effettuata alcuna operazione sul cuore. Un’anomalia poi confermata da una perizia medico-legale disposta dal Tribunale di Genova.

 

Il tribunale ha quindi condannato la gestione liquidatoria dell’attuale Asl — subentrata a strutture sanitarie allora non ancora formalmente esistenti — a risarcire la donna con circa 900 mila euro, cifra che con interessi arriva a sfiorare i 2 milioni di euro. Decisivo, per i giudici, il principio secondo cui la prescrizione decorre dal momento in cui il danno viene scoperto: nel caso di Luciana, appunto, il 2019.

 

Per il giudice Pasquale Grasso non ci sono margini di dubbio: già all’inizio degli anni Settanta l’ospedale genovese disponeva delle competenze necessarie per correggere il difetto cardiaco congenito, come avveniva nel resto del mondo occidentale e, con ragionevole certezza, anche nel Nord Italia. Eppure l’intervento indicato nella cartella clinica non sarebbe mai stato eseguito, documento che il tribunale ha di fatto qualificato come falso.

 

Oggi la donna vive con la figlia — infermiera — e i nipoti. Le conseguenze degli ictus l’hanno resa gravemente invalida e bisognosa di assistenza continua. Il suo legale, l’avvocato Riccardo Bernardini, ha espresso soddisfazione per l’esito della causa: non solo per l’ingente risarcimento, ma soprattutto per l’accertamento giudiziario di una verità rimasta nascosta per quasi cinquant’anni.

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