Genova, Nave Italia: parte la campagna 2026, primo incontro tra le 22 associazioni
di R.S.
L’edizione 2026 di Nave Italia accoglierà complessivamente circa 300 ragazzi e 100 accompagnatori, per un totale di oltre 400 partecipanti
Si è svolto questa mattina a Genova il primo incontro tra le 22 associazioni selezionate per partecipare alla campagna 2026 di Nave Italia, il progetto promosso dalla Fondazione Tender to Nave Italia. L’appuntamento si è tenuto negli spazi del Genova Blue District e ha segnato l’avvio della Fase 1 del Metodo Nave Italia, dedicata alla preparazione e alla definizione degli obiettivi dei progetti che prenderanno il via il prossimo 20 aprile da La Spezia.
All’incontro hanno partecipato ventidue realtà tra fondazioni, istituti scolastici, università, enti e associazioni provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Marche, Lazio, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e Liguria. Tra queste anche numerose organizzazioni che per la prima volta si avvicinano all’esperienza di Nave Italia, selezionate tra oltre cinquanta candidature ricevute dalla Fondazione. Un dato che testimonia il crescente interesse verso il progetto e il suo valore educativo e sociale.
Nel corso della giornata i partecipanti sono stati coinvolti in diversi gruppi di lavoro dedicati all’approfondimento dell’esperienza a bordo del brigantino. I temi affrontati hanno riguardato l’organizzazione dell’imbarco, la vita quotidiana sulla nave, le attività previste, la gestione dei ruoli e la conoscenza del team, oltre alle procedure di sicurezza. A supporto della preparazione è stato proposto anche un virtual tour dell’imbarcazione, utile per familiarizzare con gli spazi e comprendere meglio le dinamiche della navigazione.
Ad aprire i lavori è stato il direttore scientifico della Fondazione, il professor Paolo Cornaglia Ferraris, che ha dato il benvenuto ai partecipanti sottolineando il valore dell’esperienza educativa offerta dal progetto.
“I beneficiari dei progetti spesso portano sulle spalle un pregiudizio pesante: possono avere deficit cognitivi importanti, difficoltà psicomotorie o disturbi del comportamento. Proprio per questo è fondamentale che abbiano la possibilità di partecipare a un’esperienza come questa, perché può rappresentare un’opportunità concreta di crescita e avere ricadute positive sul loro futuro. È una sfida, certo, ma va affrontata con questa consapevolezza”, ha dichiarato.
Elemento centrale del percorso sarà la collaborazione con l’equipaggio della Marina Militare, con cui i partecipanti condivideranno la vita di bordo e le attività quotidiane durante le navigazioni. A supportare gli enti selezionati saranno anche otto project manager della Fondazione, incaricati di accompagnare lo sviluppo dei progetti educativi e trasformare l’esperienza in mare in uno strumento efficace di crescita personale.
L’incontro è stato anche un momento di confronto tra i partecipanti, che hanno potuto condividere aspettative, dubbi e timori legati a un’esperienza intensa come quella della navigazione. Lo staff della Fondazione Tender to Nave Italia e il comandante C.F. Matteo Malerba hanno risposto direttamente alle domande dei capi progetto, fornendo chiarimenti organizzativi e indicazioni operative.
L’edizione 2026 di Nave Italia accoglierà complessivamente circa 300 ragazzi e 100 accompagnatori, per un totale di oltre 400 partecipanti. Un’esperienza che si conferma unica nel panorama dei progetti educativi inclusivi, coinvolgendo ogni anno centinaia di giovani e operatori in un percorso strutturato e consolidato.
Nel corso della primavera e dell’estate il brigantino toccherà numerosi porti italiani, da nord a sud: da Genova a Civitavecchia, da Livorno a Palermo, da La Spezia a Reggio Calabria, passando per La Maddalena, Gallipoli e Cagliari, ampliando ulteriormente la rete dei territori coinvolti nel progetto.
La Fondazione Tender To Nave Italia ETS, nata nel 2007, è un ente senza scopo di lucro che promuove progetti educativi e riabilitativi rivolti a persone con disabilità, disagio psichico o sociale. Le attività si svolgono a bordo di un brigantino a vela condotto da un equipaggio della Marina Militare e si basano sul cosiddetto “Metodo Nave Italia”, un approccio che combina vita di bordo, responsabilità condivise e forti stimoli emotivi in un contesto di sicurezza.
Dal 2007 a oggi Nave Italia ha coinvolto 7.867 persone tra beneficiari, operatori e volontari e ha realizzato 371 progetti educativi e riabilitativi, offrendo percorsi di crescita personale e inclusione sociale a migliaia di partecipanti. Nel 2023 l’iniziativa ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica.
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