Genova, infrastrutture, Salis alla Camera: "Servono tempi certi, coperture e governance stabile”

di R.P.

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“Genova e i genovesi chiedono che le infrastrutture strategiche per il Paese siano realizzate fino in fondo”

Genova, infrastrutture, Salis alla Camera: "Servono tempi certi, coperture e governance stabile”

Nel corso dell’audizione in commissione Trasporti della Camera sul Documento strategico pluriennale per la mobilità ferroviaria, la sindaca di Genova Silvia Salis ha richiamato con forza la necessità di un cambio di metodo nella programmazione delle grandi infrastrutture.

“La prima considerazione che vorrei portare all’attenzione della Commissione riguarda il metodo”, ha affermato, sottolineando che una programmazione nazionale di questa portata deve poggiare su tre elementi chiave: “tempi certi, coperture finanziarie certe e una governance stabile tra governo, Rfi, enti territoriali e amministrazioni locali”. Senza questi pilastri, ha avvertito, “le opere più strategiche rischiano di perdere efficacia, accumulare ritardi, ma soprattutto generare sfiducia”.

Salis ha ribadito la specificità del nodo genovese, definendolo “urbano, portuale, industriale, logistico, aeroportuale e ferroviario”, e ha elencato le priorità: completamento dell’“Ultimo Miglio”, collegamenti ferroviari al porto, finanziamenti per l’integrazione con il prolungamento della metropolitana a Rivarolo, e il ripristino delle risorse per il collegamento pedonale Aeroporto-Erzelli.

Al centro dell’intervento anche il tema delle infrastrutture strategiche nazionali, in particolare il Terzo Valico: “Genova e i genovesi chiedono che le infrastrutture strategiche per il Paese siano realizzate fino in fondo”. Ma il beneficio, ha spiegato, dipende dal completamento delle opere connesse, come quadruplicamenti e collegamenti logistici dell’area portuale.

Sul fronte finanziario, la sindaca ha espresso preoccupazione per i tagli: “Riteniamo indispensabile mantenere le originarie previsioni finanziarie”, citando le risorse previste per l’“Ultimo Miglio”, già ridotte negli ultimi mesi. Per Salis, queste opere non devono essere solo funzionali al Paese, ma anche occasione di riqualificazione urbana: “un’infrastruttura che deve funzionare per il Paese, ma anche restituire qualcosa ai territori che la ospitano”.

Infine, un messaggio politico chiaro: Genova, ha concluso, “lotta contro un isolamento infrastrutturale” e chiede che le grandi opere siano accompagnate da continuità, investimenti certi e una regia stabile tra tutti i livelli istituzionali.

 

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