Genova, il comune richiede rilevamenti qualità dell'aria in merito a emissioni impianti crematori
di c.b.
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Nuova seduta, a Palazzo Tursi, dell’Osservatorio Ambiente e Salute, lo spazio di confronto rilanciato dall’Amministrazione comunale per la messa a sistema di tutti i dati e le informazioni relative alle principali problematiche ambientali impattanti sulla popolazione genovese, attraverso il dialogo tra enti pubblici del territorio, cittadini e comunità scientifica, per la formulazione di proposte operative e misure da indirizzare alla giunta e agli altri enti competenti del territorio.
L’incontro, dedicato alla questione del nuovo impianto crematorio a Staglieno, ha dato seguito alla prima riunione di novembre, con la riunione di un tavolo interistituzionale – alla presenza tra gli altri di Comune di Genova (assessora all’Ambiente Silvia Pericu e assessore a Mobilità sostenibile, Servizi civici e Diritto di cittadinanza Emilio Robotti), Municipio III Bassa Val Bisagno (assessora Ica Arkel), Municipio IV Media Val Bisagno (presidente Lorenzo Passadore), Arpal, Città Metropolitana di Genova, ASL3-ATS Liguria, Università di Genova, Difensore Civico della Regione Liguria Francesco Cozzi – esteso, subito dopo, a cittadini, comitati e associazioni.
A seguito del confronto con tutti i portatori di interesse istituzionali, l’Amministrazione comunale ha espresso la volontà di promuovere una campagna di rilevamento della qualità dell’aria nella zona, tenendo conto anche del contributo dell’Università di Genova rispetto alle ricerche più innovative elaborate a livello internazionale in materia di emissioni prodotte da impianti crematori di ultima generazione.
"Limitatamente al tema della salute dei cittadini che dev’essere in ogni condizioni di esercizio preservata, siamo perfettamente consapevoli delle preoccupazioni espresse dalla cittadinanza circa l’attivazione del nuovo forno a causa dei fumi che saranno emessi dal nuovo impianto, in aggiunta alle già numerose fonti di inquinamento presenti nella zona – spiega l’assessora Pericu – Per questo, dopo i dovuti approfondimenti seguiti alla prima riunione con i cittadini interessati in sede di Osservatorio, e a seguito di un attento confronto con tutti gli enti del territorio, in particolare Arpal e Università di Genova, come Amministrazione ci impegniamo a lavorare su diversi piani, facendo tesoro degli studi specifici in materia di emissioni inquinanti prodotte dagli impianti crematori di nuova generazione per arrivare, attraverso la ricerca di adeguati finanziamenti, all’installazione di centraline di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area specifica di Staglieno dove, ad oggi, non esistono ancora strumentazioni di questo tipo".
"Come prima cosa, voglio dire in maniera chiara che come Amministrazione ci siamo trovati questo secondo impianto già autorizzato e fortemente voluto da chi ci ha preceduto: un impianto del quale Genova non aveva e non ha bisogno, e senza alcuna ricaduta positiva sulla città – sottolinea l’assessore Robotti – Detto questo, relativamente all’impianto già in funzione gestito da Socrem, in vista del termine della convenzione prevista al 31 dicembre, stiamo valutando la possibilità di imbastire, con questa importante realtà del nostro territorio, una forma di partenariato, essendo Socrem un ente senza scopo di lucro che, coerentemente alla propria natura associativa, ha sviluppato storicamente significative attività di carattere culturale e sociale, come riconosciuto peraltro nel nuovo schema di convenzione con Socrem da noi approvato qualche mese fa. Puntiamo su Socrem per un nuovo progetto delle attività di cremazione che, alla logica del profitto fine a se stesso, anteponga l’interesse pubblico e sociale".
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