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Genova, giù il ponte di Sestri, la panettiera arrabbiata con tutti, ma benedice Bucci

di Michele Varì

"L'unica persona gentile arrivata sulla faccia di questa Terra. Ma vediamo quanto impiega per il nostro Morandi"

"Adesso vogliamo vedere quanto impiegheranno per rifare il nostro Morandi".

Nelle strade di Sestri Ponente alla vigilia dell'abbattimento del ponte Obliquo di via Chiaravagna per mitigare il rischio alluvione la gente la pensa allo stesso modo: Vediamo se il modello Italia che ha permesso di costruire il nuovo ponte sul Polcevera servirà anche per rifare in tempi rapidi il nuovo ponte".

A Sestri Ponente sono tutti consapevoli della necessità di abbattere il ponte Obliquo, ma nello stesso tempo abitanti e commercianti scottati dai tanti lavori già svolti in zona temono che i tempi possano allungarsi e i disagi diventare infiniti.
 Il confronto, così, inevitabile, va al cantiere record del nuovo ponte sul Polcevera, il modello Genova possibile anche grazie a finanziamenti e procedure facilitate, ormai cartina di tornasole per ogni lavoro pubblico, ancora di più se poi si parla di un altro ponte, anche se al confronto al Morandi questa appare una passerella.

L'abbattimento del ponte Obliquo sul Chiaravagna partirà lunedì ed è un'opera di 400 giorni da un milione e mezzo di euro parte del grande progetto di messa in sicurezza di Sestri Ponente dopo la tragica alluvione del 2010. 

Il ponte in un anno e mezzo verrà totalmente demolito e ricostruito 90 centimetri più alto, sarà a campata unica e permetterà di mitigare il rischio di alluvioni.

Negli ultimi anni a Sestri sono state realizzate diverse opere di messa in sicurezza dei rivi: demolizione di un palazzo costruito sul Chiaravagna, abbattimenti di edifici industriali dismessi, realizzazione di via Albareto e allargamento dell’alveo, la realizzazione delle vasche alla foce del Chiaravagna e a monte del ponte di via Domenico da Bissone e l'abbattimento e la ricostruzione dei ponti di via Giotto e via Manara.