Genova, boom di visitatori nei musei civici nel 2025, +18% nelle feste
di Stefano Rissetto
Salis: "Cultura leva fondamentale per la crescita della città". Montanari: "Patrimonio museale genovese non teme confronti"
I musei civici di Genova chiudono il 2025 con un incremento complessivo del 18% dei visitatori durante il periodo delle festività e dei ponti natalizi, dall’8 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le strutture con mostre temporanee dedicate al progetto Genova nell’Ottocento hanno registrato aumenti particolarmente significativi: Musei di Strada Nuova +54%, Galleria d’Arte Moderna di Nervi +94%, Museo del Risorgimento +33%, Museo delle Culture del Mondo (Castello d’Albertis) +38%. Il Museo di Archeologia Ligure ha quadruplicato i visitatori, passando da 217 nel 2024/25 a 897 nel 2025/26. Complessivamente, la rete dei Musei civici ha registrato 21.778 presenze contro le 18.412 dell’anno precedente.
La sperimentazione dell’apertura pomeridiana del 1° gennaio (12.00-18.00) ha attirato oltre 500 visitatori solo nella Galleria di Palazzo Rosso, con una prevalenza di turisti non genovesi.
"I dati confermano che la cultura è una leva fondamentale per la crescita della città", ha commentato la sindaca Silvia Salis. "L’aumento dei visitatori testimonia una città capace di valorizzare il proprio patrimonio e di investire sulla dimensione culturale come spazio aperto, accogliente e in evoluzione. È un risultato che premia il lavoro condiviso tra amministrazione, direzioni museali e operatori, e che punta a far crescere Genova come riferimento culturale nazionale e internazionale, attrattiva sia per i turisti sia per chi la vive ogni giorno".
L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha aggiunto: "Il dato è estremamente positivo e ci permette di individuare strategie per rafforzare l’attrattività del polo museale civico. La creazione di una rete di esposizioni di alta qualità all’interno dei musei si è rivelata vincente, e intendiamo proseguire su questa strada. Il patrimonio museale genovese non teme confronti per varietà e qualità e deve essere considerato motivo d’orgoglio e “casa propria” per tutti i cittadini".
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