Genova, assassinò sorella, il perito: "Non so se Scagni volesse uccidere"
di Redazione
Sulla capacità di intendere e volere il consulente del gip contraddetto con toni aspri dal professor Mongodi, esperto del pm
"Io a oggi non so se Alberto Scagni volesse uccidere la sorella". Il dubbio è stato sollevato da Elvezio Pirfo, il perito del giudice per le indagini preliminari, alla fine della sua testimonianza nel processo al disoccupato accusato di avere ucciso la sorella Alice, sotto casa a Quinto, il primo maggio 2022. Per Pirfo, Scagni è in grado di stare in giudizio ma è seminfermo di mente perché la sua capacità è "gravemente scemata ma non esclusa". Una conclusione contestata, con toni anche aspri, dal consulente della procura Giacomo Mongodi per il quale Alberto è invece in grado di intendere e volere.
"Nel consulente del pm - ha detto Pirfo - non ho trovato serenità professionale ma aggressività personale". Il perito ha indicato un periodo da quando Scagni ha iniziato a stare male. "Diciamo che l'imputato aveva un suo equilibrio patologico che viene scompensato a partire da ottobre 2021. Inizia una dimensione persecutoria verso i vicini, le sue rivendicazioni economiche dettate da una personalità narcisistica: 'devo avere i soldi perché io valgo anche se nessuno di voi ha pensato che io valessi'". Mongodi ha detto di non aver fatto attacchi personali a Pirfo, ma solo di avere criticato il suo operato.
"Non si dimostra il nesso causale tra i tratti antisociali e narcisistici, pur presenti, e il disturbo di personalità vero e proprio. Il mio collega durante i colloqui con Scagni ha fatto domande suggestive. L'imputato ha una personalità arrogante, aggressiva, insolente e boriosa. Un brutto carattere ma perfettamente capace di intendere". Per la difesa e i genitori, Alberto è completamente incapace. "Scagni si è allontanato dal piano della realtà" ha detto il medico legale Maria Lucrezia Mazzarella, consulente della difesa.
Nel corso dell'udienza è emerso che all'ingresso in carcere non è stato fatto l'esame tossicologico. "A Marassi - ha spiegato Mazzarella - si fa solo a chi dichiara di essere tossicodipendente. A Scagni venne fatto qualche giorno dopo e risultò negativo". Le udienze riprenderanno a inizio settembre e non è escluso che la sentenza possa arrivare alla fine di quello stesso mese.
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