Genova agli ultimi posti in Italia per vitalità del commercio in centro

di Fabio Canessa

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In dieci anni perso un negozio su quattro, per Moody tre acquirenti alla finestra

http://video.telenord.it/wp-content/uploads/2019/03/060319-COMMERCIO-canessa-01_39.mp4 Genova, città terremotata. La metafora è forte, ma a suggerirla sono i numeri. Quelli diffusi da Confcommercio, che pongono il capoluogo ligure al quartultimo posto per vitalità commerciale del centro storico. Peggio dei 'caruggi' nostrani ci sono Ascoli, Gorizia e L’Aquila, distrutta dal sisma del 2009. Per Alessandro Cavo, presidente di Fepag-Ascom Genova, la colpa è soprattutto dello spopolamento: “Questa città ha subito un calo demografico terribile. Abbiamo una rete commerciale strutturata per una città molto più ricca di abitanti. Non intendiamo né abbassare la guardia né reprimerci. Cerchiamo di impegnarci perché arrivino nuovi turisti. Ci vorrà tempo per vedere risultati. Purtroppo è più facile distruggere che creare, ma noi ci crediamo”, Secondo lo studio ‘Imprese e città’ di Confcommercio, Genova ha perso negli ultimi 10 anni il 23% dei negozi in centro storico, ma anche il 2,1% della popolazione residente nella provincia. In cima alla classifica dei centri più vitali, invece, ci sono città come Siracusa, Pisa e Matera. Dati che arrivano mentre i genovesi assistono al disastro ‘fuori le mura’, quello di Piccapietra e dintorni dove hanno chiuso in rapida successione due simboli come Rinascente e Moody. Per la prima non si vedono schiarite all’orizzonte: l’immobile è bloccato dai veti di Carige sul prezzo, ritenuto fuori mercato da tutti i possibili acquirenti. Invece, sul locale coinvolto nel crack del gruppo di Fogliani, ci sarebbe l’interesse di tre grosse catene. Una di queste incontrerà venerdì i curatori fallimentari. Ora anche il Comune vuole correre, per salvare i posti di lavoro e tornare ad accendere almeno qualche luce.