Genova, a rischio le multe pagate al comune a causa di un attacco hacker
di c.b.
L’attacco informatico condotto dal gruppo hacker Qilin ha messo in seria difficoltà la società Netalia Srl, provider con sede a Genova. Il ransomware ha compromesso diversi sistemi, portando alla crittografia dei dati e al blocco dell’accesso ai dispositivi aziendali. Tra le conseguenze più evidenti emerge l’impossibilità di effettuare il pagamento online delle multe della polizia locale genovese, mentre altri effetti restano ancora da chiarire.
I tecnici della società guidata dall’amministratore delegato Michele Zunino stanno lavorando senza sosta per valutare l’entità del danno. Al momento non è possibile stabilire con certezza se vi sia stata una esfiltrazione di dati, anche se le prime verifiche sembrano escluderla. Rimane però concreta l’ipotesi che alcuni archivi siano stati criptati, con il rischio che le sanzioni amministrative diventino temporaneamente illeggibili. Questo scenario potrebbe consentire ai trasgressori di non pagare senza incorrere in penali, causando un notevole danno economico per il Comune.
Per evitare disparità di trattamento tra i cittadini, l’amministrazione comunale ha disposto una proroga straordinaria dei termini di pagamento. In particolare, viene estesa la possibilità di saldare le multe entro cinque giorni usufruendo dello sconto del 30%, con validità retroattiva dal 22 marzo fino al completo ripristino dei sistemi.
Parallelamente, sono in corso le indagini della polizia postale, coordinate dal dirigente Alessandro Carmeli. La denuncia è stata presentata immediatamente da Netalia, che ha segnalato come il malfunzionamento sia stato rilevato alle ore 6:55 del 23 marzo 2026. L’attacco ha interessato componenti critici dell’infrastruttura cloud, distribuita su più regioni italiane. Gli investigatori del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Liguria stanno analizzando il caso, anche alla luce di una possibile richiesta di riscatto, tipica di questo genere di attacchi.
Il gruppo Qilin, comparso sulla scena nel 2022, ha conosciuto una rapida crescita fino a diventare particolarmente attivo nel 2025, con decine di vittime ogni mese. Le sue operazioni si basano su tecniche sofisticate: utilizzo di software apparentemente innocui per accedere ai sistemi, diffusione del malware all’interno della rete e successiva cifratura dei file in più fasi. I dati sottratti vengono poi minacciati di pubblicazione nel dark web in caso di mancato pagamento. In alcuni episodi, gli hacker arrivano persino a proporre un contatto legale per agevolare la trattativa, configurando a tutti gli effetti un tentativo di estorsione digitale.
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