Genova, 300mila pacchetti di sigarette di contrabbando nascoste in barbecue usa e getta
di Claudio Baffico
Un ingente carico di sigarette di contrabbando è stato scoperto nel porto di Sampierdarena grazie a un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Oltre 300 mila pacchetti erano stati abilmente nascosti all’interno di barbecue usa e getta, occupando lo spazio normalmente destinato alla carbonella. Un metodo ingegnoso, studiato per aggirare i controlli dopo precedenti sequestri simili.
Il carico, spedito da un produttore di tabacco lavorato con base in Georgia, non avrebbe dovuto inizialmente transitare da Genova. Tuttavia, una modifica improvvisa della rotta commerciale e della documentazione di trasporto ha destato sospetti tra gli operatori portuali. Nonostante il passaggio allo scanner non abbia evidenziato anomalie — complice la schermatura creata dall’alluminio dei barbecue e dalla presenza reale di carbonella — le incongruenze nei documenti hanno spinto a un controllo più approfondito.
L’ispezione manuale si è rivelata decisiva: dopo alcuni colli regolari, sono stati individuati quelli contenenti le sigarette, per un totale di 306.600 pacchetti, pari a circa sei tonnellate di tabacco. Si trattava di un marchio non distribuito in Italia, destinato al mercato illegale, dove avrebbe potuto generare profitti per oltre 1,7 milioni di euro.
Le indagini hanno rivelato che la merce era diretta in Francia, da raggiungere via terra dopo lo sbarco. Il forte margine di guadagno — con pacchetti venduti fino a 15 euro a fronte di un costo di produzione di circa un euro — rende paesi come Francia e Regno Unito particolarmente appetibili per le reti di contrabbando. In questo contesto, Genova si sta affermando come un nodo strategico per i traffici illeciti.
A conferma di questo scenario si inserisce anche la recente operazione “Borotalco”, coordinata dalla Procura europea, che ha portato all’arresto di cinque persone coinvolte in un vasto traffico di tabacco sotto la regia della mafia curda. L’attività investigativa, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia insieme alle fiamme gialle e ai funzionari doganali, ha permesso di sequestrare complessivamente 32 tonnellate di tabacco lavorato in più operazioni.
La rete criminale si appoggiava a una società di spedizioni apparentemente regolare, la Società Genovese Servizi Srl, con sede operativa tra Genova e l’Alessandrino. Tra gli arrestati figurano l’imprenditore Alessandro Freddi e il suo collaboratore Giacomo Drago. Le indagini, sviluppate anche attraverso l’analisi dei contatti telefonici, hanno portato all’individuazione di complici internazionali, fermati tra Polonia e Regno Unito.
Considerato il vertice dell’organizzazione, Hasan Ferhat Baybasin è ritenuto dagli investigatori il principale regista del traffico illecito, confermando la dimensione transnazionale e altamente strutturata del fenomeno.
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