Genoa, Marco e Pietro Pellegri: la storia di una dinastia rossoblù

di Redazione

"Al campo era vietato chiamarlo papà: Marco e al massimo Pelle"

Genoa, Marco e Pietro Pellegri: la storia di una dinastia rossoblù

Intervista doppia stamani, padre-figlio, per Marco e Pietro Pellegri sulla Gazzetta. Il primo genoano doc nonché team manager rossoblù, il secondo esploso nel Genoa prima di trasferirsi al Monaco, ha compiuto 18 anni proprio domenica, giorno dell'impresa del Grifone contro la Juve dei record: "Un gran bel regalo di compleanno" sottolinea il giovane attaccante.

"La doppietta sotto la Nord contro la Lazio? - ricorda poi Pietro - Il massimo per un tifoso come me". Trasferitosi nel Principato per 25 milioni di euro, Pellegri è stato frenato da qualche guaio fisico sia lo scorso anno che in questa stagione ma, anche se a distanza, non perde di vista il cammino del suo Grifo: "Un bel Genoa, quest’anno, con grande qualità, superiore a quella del recente passato. Ci sono giocatori come Criscito, che ha fatto la Champions per anni, o Pandev che fa sempre la differenza, sia che giochi dall'inizio, sia che entri dalla panchina". E sul suo rapporto col padre quando vestiva la maglia del Genoa: "Al massimo potevo chiamarlo Marco oppure Pelle. Papà era assolutamente proibito".

"Non dico che ci dessimo del lei - conferma anche Pellegri Sr - ma è stato di sicuro il giocatore con cui ho parlato di meno. Totale rispetto dei ruoli, dunque, anche se lui era benvoluto dai giocatori più esperti della rosa. Il mio lavoro? Lo faccio con passione perché se uno ama il calcio, questo è il massimo.Se in più lo fai all’interno della tua squadra del cuore, allora capite perché alla mattina vengo al campo con lo spirito di uno che va a divertirsi".