Genoa, l'attacco non graffia e Sanabria è sempre più un caso

di Redazione

Da bomber infallibile a mezzo bidone in poco più di un mese: la preoccupante involuzione del paraguayano

Genoa, l'attacco non graffia e Sanabria è sempre più un caso

Un Genoa sull'orlo di una crisi, non di nervi ma di gol sicuramente. Un Grifone insomma attanagliato da un'astinenza che, domenica dopo domenica, si fa sempre più preoccupante. E non bastano nemmeno i colpi messi a segno contro la Lazio e la Juventus o il pareggio tutto carattere di Napoli per alleggerire il peso di un attacco che dimostra sempre più la sua difficoltà ad andare a segno.

A spaventare i tifosi rossoblù è soprattutto la carenza di palloni giocabili recapitati in zona d'attacco, con Kouame e Pandev costretti spesso ad arretrare il proprio raggio d'azione per provare a dar man forte ai compagni del centrocampo e creare azioni pericolosi. Questo abbassamento a turno di una delle due punte, però, finisce per sguarnire il fronte d'attacco, con la conseguenza che le difese avversarie possono avere buon gioco nel marcare a vista l'altra, senza che i centrocampisti stessi provino mai ad approfittare degli spazi per gettarvisi.

In questo quadro già di per sé piuttosto sconfortante, si inserisce la sorprendente involuzione di Tonny Sanabria. Il paraguayano, dopo un inizio a dir poco scoppiettante con la maglia del Genoa, ha iniziato a mettere in campo prestazione sempre più incolori, anche a causa di qualche problema fisico di troppo, fino a scendere nelle gerarchie prandelliane e sedersi in panchina, come accaduto anche nel derby. E il suo ingresso contro la Samp, a poco più di un quarto d'ora dalla fine, non ha lasciato traccia.

Dall'esordio con gol a Empoli al quarto d'ora giocato nel derby sembra trascorsa una vita. Ancor di più però dai tre gol nelle prime quattro gare con la maglia del Genoa alle successive sei presenze, tutte in bianco. Il suo score è passato da una media di una rete ogni 96' ad una ben più sconfortante media di una rete ogni 220', con un crollo verticale che è coinciso con l'aggravarsi della situazione di classifica del Grifone.

Adesso toccherà a Cesare Prandelli provare a recuperare, sotto tutti i punti di vista, l'attaccante paraguayano. Prima di tutto sotto l'aspetto emotivo perché dopo un primo impatto da urlo con la maglia del Genoa e il brusco risveglio, il rischio è che il ragazzo possa anche aver accusato il contraccolpo. Poi sotto il punto di vista tattico perché, anche nei pochi minuti contro la Sampdoria, Sanabria è sembrato assolutamente spaesato, come se il ruolo di punta vera non gli stesse addosso a dovere.