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Bassetti a Fuori Rotta: "Coronavirus, il mondo ci sta ridendo dietro"

di Redazione

Per l'infettivologo necessario abbassare i toni. L'ordine dei medici: "Il senso di paura va ridimensionato". Puntata speciale dedicata alla salute

Quanto è lecito avere paura del coronavirus? “Un po’ bisogna averla perché il virus viene dagli animali e ha fatto già un primo step di mutazione; è dunque difficile prevederne gli effetti. Ma qualche tono si può anche abbassare. Il tasso di mortalità in Cina è intorno al 2,3/2,5% fino a 3%. Oggi, che abbiamo una fotografia di ciò che accade fuori dalla Cina, abbiamo appurato che la mortalità si aggira intorno allo 0,4 - 0,8%", dichiara l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive al San Martino di Genova, in apertura della puntata di Fuori Rotta in onda venerdì 28 febbraio in cui si è parlato prima di allarmismo e informazione legata al coronavirus con esponenti della sanità ligure. 

Continua l'infettivologo: "Qui in Italia, secondo me, abbiamo sbagliato a parlarne troppo, è un mese e mezzo che il virus è uscito dalla Cina, si tratta di un’infezione che è poco più di un’influenza rafforzata. Purtroppo ci saranno dei morti perché anziani e pazienti con patologie pregresse possono avere complicazioni. Ma parliamo di percentuali davvero basse. Noi dobbiamo fare ogni tipo di sforzo per contenere l’epidemia, ma al contempo per tranquillizzare la gente”.

Parlando dei numeri di tamponi eseguiti in Italia, Bassetti attacca Burioni: “Non credo abbia mai visto un paziente in vita sua. Il primo a parlare di queste cose sono stato io. C’è stato tanto dilettantismo nella gestione del coronavirus. Abbiamo bloccato i voli dalla Cina senza pensare alle triangolazioni, non abbiamo fatto una politica europea. Abbiamo misurato la temperatura negli aeroporti, a cosa serve? Sono stati spesi milioni inutilmente. Adesso un caso sospetto è chi ha sintomi respiratori e febbre o è stato in Piemonte, Lombardia e Veneto. Questa è la disposizione ministeriale che trovo eccessiva. Il mondo secondo me ci sta ridendo dietro. C’è qualcosa che è andato in tilt a livello centrale. La regione Liguria ha lavorato veramente bene per gestire la situazione, abbiamo suggerito da subito la quarantena, unica cosa intelligente da fare.”

È intervenuto poi Alessandro Bonsignore, presidente della federazione regionale dell’ordine dei medici FROMCEO: "Il comunicato dell’Ordine dei medici invita a fidarsi solo di fonti ufficiali. Abbiamo percepito un senso di paura e di angoscia nella popolazione che andava placato. Gli esperti sono le uniche persone che devono essere ascoltate. Vanno evitati questi scenari di guerra come nei supermercati, scollegati dalla realtà. Sicuramente c’è stata confusione che può aver fatto preoccupare i cittadini, ma abbiamo avuto rassicurazioni dalla comunità scientifica che ha spiegato come non ci sia nulla di cui aver paura”.

 Il direttore del reparto di malattie infettive del Gaslini Elio Castagnola interviene poi sulla questione legata ai bambini, che sembrano quasi immuni dal contagio. “Diciamo che è difficile che siano sintomatici. In Cina abbiamo visto casi di bambini senza sintomi in famiglie contagiate. Ci sono scarse informazioni a riguardo perché è scarsa l’importanza numerica dei bambini affetti, i pochi ammalati presentano sintomi lievi come una normale influenza. È possibile che i bambini contraggano l’infezione ma paradossalmente per una certa immaturità del sistema immunitario non sviluppano la malattia perché l’organismo lo respingerebbe. È solo una supposizione al momento”.

Preoccupa invece, come per gli anziani, il contagio in soggetti immunodepressi o con patologie importanti come leucemia, fibrosi cistica e tumori.
“La situazione è sicuramente più difficile, ma è come l’influenza, solo che per l’influenza possiamo vaccinare. Questi pazienti però sono già abituati ad avere comportamenti sicuri sia di igiene sia nei luoghi affollati. Non venite in ospedale, potreste contagiare anche pazienti a rischio. Telefonate se avete sintomi. Le mamme siano serene di portare bimbi all’asilo e a feste di compleanno.”

A spiegare la situazione dei medici di medicina generale e di continuità assistenziale (ex guardia medica) è Marco Polese, medico di medicina generale, rappresentante FIMMG per le tematiche relative al coronavirus: “Il MMG è il primo contatto del contagiato. Stiamo cercando di gestire l’accesso agli ambulatori evitando l’affollamento negli studi e privilegiando il triage telefonico, come da indicazioni ministeriali. Adesso chiediamo che per i colleghi della continuità assistenziale i presidi arrivino quanto prima, finora sono stati consegnati a macchia di leopardo. Non ci interessa il gioco delle responsabilità, esula dal nostro lavoro, ci preoccupa la sicurezza dei nostri medici che sono sempre a contatto con pazienti fragili.

Sul delicato tema del panico diffuso, fa chiarezza Donatella Fiaschi, presidente dell’ordine degli psicologi della Liguria: “La paura è un’emozione primaria che ci difende dai pericoli. Quando diventa eccessiva e incontrollata ci fa fare cose sbagliate. La popolazione, di fronte a eventi di questa portata, cerca di trovare nella mente ricordi per affrontare e gestire le situazioni. Non trovandola perché è una cosa mai vissuta, cerca informazioni all’esterno per placare la paura. C’è stata una sovraesposizione che ha creato una infodemia causando un assalto ingiustificato a supermercati e farmacie. L’Ordine nazionale degli psicologi ha elaborato un decalogo di buone prassi per contenere questo eccesso di paura". 

Salvatore Bavetta, vice Presidente dell’ordine dei medici veterinari di Genova, puntualizza che il virus non si trasmette agli animali domestici, rispondendo anche a chi si preoccupa degli alimenti che mangiamo “il virus non si trasmette con il cibo”

Valter Ferrando, consigliere sanità e medico chirurgo oncologico parla delle fragilità del malato oncologico: “Un paziente giovane ha sicuramente più fragilità di uno sano. Il San Martino ha dimostrato di avere tutte le forze per affrontare criticità importanti come questa. E dietro personalità di altissimo livello c’è anche una piramide organizzativa di eccellenza”.

Carmelo Gagliano, presidente dell’ordine degli infermieri di Genova, parla a proposito delle ordinanze restrittive: “Ci auguriamo che cessino, a fine mese ci sono anche sessioni di laurea. Serve un intervento educativo e di sostegno per gestire l’emergenza, stimando la necessità di personale sanitario per fronteggiare la situazione".