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Finale Ligure: Mussolini resta cittadino onorario

di Matteo Angeli

Il Consiglio comunale, da tempo sollecitato per una revoca dall'Associazione partigiani, alla fine ha affrontato il tema ma ha bocciato la mozione

Finale Ligure: Mussolini resta cittadino onorario

Nonostante alcuni mal di pancia, dell'Anpi su tutti, Benito Mussolini resterà cittadino onorario di Finale Ligure, comune nella riviera di ponente che gli aveva conferito l'onorificenza nel 1927. Dopo oltre 90 anni il Consiglio comunale, da tempo sollecitato per una revoca dall'Associazione partigiani, alla fine ha affrontato il tema ma ha bocciato la mozione presentata dal consigliere di opposizione 'Per Finale' Tiziana Cileto, arrivando anche a una spaccaturanella maggioranza.

Nella discussione, che va avanti da tempo, da ultimo si era inserito anche il dibattito sul neofascismo dopo l'assalto squadrista alla sede della Cgil a Roma.

Gli assessori Pd, Clara Brichetto e Franco De Sciora, hanno votato a favore della revoca, come il consigliere (iscritto all'Anpi) Pier Paolo Cervone. Il resto della maggioranza ha invece supportato la decisione del sindaco Ugo Frascherelli, già del Pd e alla guida di una lista civica sostenuta dal centrosinistra.
  "Togliere la menzione di Mussolini dall'elenco delle persone cui è stata conferita la cittadinanza onoraria non è forse un falso storico?", ha spiegato Frascherelli sulla vicenda, dopo essersi già dichiarato 'antifascista'. "Forse che togliendo la menzione di Mussolini, si cancella la storia? Non è forse vero che gli fu conferita la cittadinanza onoraria? - ha aggiunto - E allora che problema è? Ridare una verginità ai nostri nonni che evidentemente la pensavano diversamente da come oggi, alla luce della esperienza storica vissuta dal Paese, abbiamo  la possibilità di pensare noi? Oppure accusare i nostri nonni per evidenziare che noi saremmo migliori di loro e avremmo fatto diversamente o che ci vergognano  di loro? Questa, tra tutte le
motivazioni, è la più francamente fuori posto - ha concluso -. Siamo sicuri noi, che al posto loro (dei nostri nonni) collocandoci nella concreta situazione che essi vissero e noi non viviamo, avremmo fatto diversamente? Non si ripara agli errori del passato falsificando la storia".