Famiglia, Bonafede: "A Verona orologio indietro di qualche secolo"
di Pietro Roth
Il Ministro della Giustizia a Genova: "La donna ha un ruolo fondamentale e imprescindibile"
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"Io a Verona non sarei mai andato né come Alfonso Bonafede privato cittadino né come uomo delle istituzioni. Il nostro Paese ha bisogno di un segnale forte: la donna ha un ruolo fondamentale e imprescindibile". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, parlando del Congresso di Verona a margine della tappa genovese del Rousseau City Lab. "Quantomeno quel congresso è in controtendenza - ha detto - stanotte mettiamo un'ora avanti l'orologio, loro lo hanno messo di qualche secolo indietro".
"Oggi c'è un'emergenza sociale importante, muore per cosiddetto femminicidio una donna ogni tre giorni. E questa cosa non deve continuare. Tra gli emendamenti al pacchetto antiviolenza sulle donne, che valuterà il Palamento c'è anche una norma che prevede che le attenuanti non possano essere prevalenti. E quindi gli sconti di pena saranno molto ridotti rispetto a quelli attuali", ha detto il ministro. "In più - ha aggiunto - c'è una norma che va questa settimana in aula e riguarda il divieto del rito abbreviato per i reati che prevedono l'ergastolo e quindi anche in quel caso un ulteriore sconto in meno rispetto alla pena. La certezza della pena è fondamentale".
"A me interessa che uno stupratore vada in carcere: non mi interessa che possa uscire, avendo subito un trattamento di cosiddetta castrazione chimica. Non mi pongo il problema di come far uscire uno stupratore - ha ribadito Bonafede -. Lo Stato si deve porre il problema di far pagare il conto con la giustizia che un reato del genere impone di pagare".
"Vogliamo concentrarci sulla tecnologia" un tema "che non possiamo non affrontare, quantomeno per valutare l'utilità che questa tecnologia può avere per la giustizia italiana. Sicuramente - ha detto - la giustizia è un settore delicato in cui l'elemento della presenza della persona, per esempio del magistrato così come degli avvocati, è un imprescindibile. Ma l'intelligenza artificiale può senza dubbio dare un contributo importante permettendo al magistrati di lavorare meglio. Oggi i magistrati devono scrivere in media una sentenza al giorno e quel magistrato ce la mette tutta, perché la giustizia italiana è una delle migliori al mondo. Però se gli do uno strumento di elaborazione in più può essere utilissimo". Tutto questo è "allo studio del ministero. Le tecnologie arrivano e non possiamo scegliere di non farle arrivare: possiamo semplicemente fare in modo che la loro utilità migliori i servizi prestati al cittadino".
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