Ex-Ilva, lavoratori in sciopero e corteo per le vie di Cornigliano

di Marco Innocenti

"Il governo italiano è in gravissimo ritardo e la fine del ricorso alla cassa integrazione ordinaria"

Nuovo sciopero dei lavoratori dell'Ex-Ilva, ora Acciaierie d'Italia che si sono prima riuniti in assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento di Cornigliano e poi, poco dopo le 9.00, hanno deciso di muoversi in corteo per le vie del quartiere per dirigersi poi sotto le finestre della direzione dell'azienda.

"Il governo è scomparso dai radar della vertenza Acciaierie d'Italia - accusano le Rsu in un volantino diffuso nella giornata di ieri - mentre il gruppo Arcelor Mittal annuncia e pianifica in Europa piani miliardari per la transizione energetica dei suoi impianti in Francia come in Germania e Spagna. Il governo italiano è in fortissimo ritardo e dopo l'annuncio della costituzione di Acciaierie d'Italia con l'ingresso dello stato insieme ad Arcelor, registriamo che gli impianti sono privi della manutenzione ordinaria e vi è carenza di organici in violazione degli accordi presi. Inoltre il ministro Orlando permette l'utilizzo della cassa integrazione ordinaria in un contesto di fortissima ripresa del mercato siderurgico. Chiediamo un incontro urgente con il ministro dello sviluppo economico e la fine del ricorso alla cassa integrazione ordinaria. I lavoratori hanno perso la pazienza".

"Siamo stati a Roma per la manifestazione nazionale unitaria per ribadire che il Governo deve battere finalmente un colpo su Acciaierie d’Italia - spiega Nicola Appice della RSU Fim Cisl di Acciaierie d’Italia - invece non si è mosso ancora nulla. Per questa ragione questa mattina siamo scesi in piazza per manifestare, i lavoratori di Cornigliano vogliono risposte su piano industriale, investimenti, retribuzione e Ilva in Amministrazione Straordinaria. Il Governo si muova altrimenti faremo sentire nuovamente la voce dei lavoratori”