Evaso da permesso premio e sospettato di rapina: lo "scortavano" una piscologa e un volontario

di Redazione

L'uomo ha incontrato la famiglia, poi la fuga e forse il colpo in farmacia

Evaso da permesso premio e sospettato di rapina: lo "scortavano" una piscologa e un volontario

Il detenuto evaso dal carcere di Marassi e sospettato di avere rapinato subito dopo una tabaccheria nel centro storico è F.C., 34 anni, originario di Bari ma da tempo residente a Genova.

Era in galera dal marzo del 2017 quando era stato arrestato dai carabinieri della Maddalena per una rapina con un taglierino insieme ad un senegalese: sarebbe stato scarcerato alla fine del prossimo anno. L'uomo ieri aveva beneficiato dal giudice di sorveglianza di un permesso premio di 8 ore, si presume per la buona condotta in carcere, per rincontrare, in compagnia di una psicologa e di un volontario dell'associazione Misericordia la moglie, le figlie e la suocera.

Dopo l'incontro, avvenuto in un luogo pubblico, ha salutato i familiari e "scortato", si fa per dire, solo dai due operatori sociali si stava recando con loro a prendere il bus per tornare nel carcere di Marassi. E' stato a questo punto, intorno alle 17, che ha iniziato a correre ed è fuggito facendo perdere le proprie tracce. L'allarme è scattato con una telefonata al 112: le ricerche sono state avviate da polizia penitenziaria, polizia di stato e carabinieri grazie alla descrizione dell'uomo, non alto e magro, e dell'abbigliamento che indossava e dalla distribuzione della foto segnaletica.

Proprio dopo un'ora di ricerche è arrivata la notizia della rapina nella farmacia del Piano di Sant'Andrea, nel centro storico di Genova, da parte di un bandito armato di coltello, pare una specialità dell'evaso. Il rapinatore si è fatto consegnare i soldi in cassa, circa 350-400 euro, ed è fuggito.

A fare collegare l'evasione e la rapina è stata la descrizione del bandito e gli abiti che indossava, che sarebbero simili a quelli indossati dal detenuto in fuga. Unico apparente differenza fra i due sarebbe nei capelli: Su questo la descrizione dell'evaso e del rapinatore con il coltello non coinciderebbero.

Al di là della possibile rapina, l'evasione del detenuto scortato solo da una psicologa e da un volontario, fa indignare Fabio Pagani, segretario dei poliziotti penitenziari della Uil che in un comunicato spiega: "Quando accaduto è grave ed avviene proprio il giorno dopo in cui il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha sottoscritto con il Comune di Genova un accordo per l’impiego di detenuti nel lavoro in progetti di pubblica utilità. Speriamo che questa evasione non infici l'istituto della concessione dei permessi ai detenuti, anche se una riflessione però bisogna farla perché per attuare questi progetti è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio e negli uffici per l'esecuzione penale esterna, un potenziamento indispensabile per farsi carico in modo adeguato dei controlli dei permessi premio e di tutte le misure alternative alla detenzione. Per fare questo c'è solo una strada: assumere nuovi agenti penitenziari".