Dimissioni ospedaliere protette, Comune e Regione a confronto dopo lo stop a “Meglio a Casa”
di Carlotta Nicoletti
Scambio tra Lodi e Nicolò: tavolo tecnico in arrivo e nuove misure per rafforzare l’assistenza agli anziani dimessi dagli ospedali
Si riapre il confronto tra Comune e Regione sulla gestione delle dimissioni ospedaliere degli anziani dopo la sospensione del programma “Meglio a Casa”. Al centro, le difficoltà segnalate dalle famiglie e la necessità di garantire percorsi assistenziali più chiari e continui.
Confronto – Il dialogo è nato da uno scambio di lettere tra l’assessora al Welfare del Comune, Cristina Lodi, e l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò. Lodi ha espresso preoccupazione per le criticità emerse dopo lo stop alla misura regionale, evidenziando come molte famiglie si trovino oggi ad affrontare un sistema che prevede, alla dimissione, il trasferimento diretto in strutture riabilitative.
Criticità – La sospensione del progetto ha sollevato interrogativi sull’efficacia del percorso assistenziale post-ospedaliero. Secondo quanto riportato, mancherebbe un adeguato coordinamento tra ospedali, servizi territoriali e supporto sociale, con ricadute sulla qualità dell’assistenza e sull’organizzazione familiare.
Risposte – Dalla Regione è arrivata la disponibilità ad aprire un confronto operativo. Nicolò ha annunciato il potenziamento della rete sociosanitaria territoriale, con l’attivazione di nuovi posti letto negli ospedali di comunità e lo sviluppo delle Case della Comunità, pensate per garantire una presa in carico più integrata dei pazienti.
Prospettive – “Pur apprezzando il rafforzamento della rete sanitaria e sociosanitaria regionale – ha dichiarato Lodi – riteniamo fondamentale rafforzare il raccordo operativo tra ospedale, servizi sanitari territoriali e servizi sociali”. L’obiettivo, ha aggiunto, è assicurare dimissioni protette realmente sicure e coordinate, con informazioni tempestive e un accompagnamento adeguato alle famiglie.
Tavolo tecnico – La Regione ha inoltre annunciato la convocazione di un tavolo interistituzionale per definire nuovi protocolli condivisi. Il Comune ha confermato la propria disponibilità a collaborare per migliorare l’integrazione tra servizi sanitari e sociali.
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