Detenuto di Marassi positivo al coronavirus: è un 71enne che nel 2014 uccise la moglie per gelosia

di Michele Varì

Francesco Albano nel 2015 ammazzò la donna a coltellate: è malato da tempo. Lei lo aveva lasciato ed era andata via con i due figli

L'anziano detenuto del carcere genovese di Marassi positivo al coronavirus e ricoverato da febbraio all'ospedale San Martino è un settantunenne che nel 2014 uccise la moglie per gelosia a Vigevano. 
Un delitto noto perchè avvenne l'8 marzo, festa della donne. L'uomo, Francesco Albano, è ricoverato da febbraio nell'ospedale San Martino per altre patologie. Per questo nessuno degli agenti e dei reclusi di Marassi è stato posto sotto quarantena.
Albano, condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio dell'ex compagna Assunta "Tina" Sicigniano, 43 anni, titolare dello Psyco Cafè di corso Cavour, appunto a Vigevano, nel 2015 si era visto ridurre la pena dalla corte d’appello di Milano a 12 anni e otto mesi. 
Albano, molto malato da tempo, già cinque anni fa per motivi di salute non aveva partecipato all’udienza della Corte d’Appello.

L’omicidio avvenne l'8 marzo del 2014 nel bar che la coppia gestiva in corso Cavour, a Vigevano, dopo l'ennesima lite.

Il settantenne - secondo la difesa - versava da tempo in uno stato di soggezione psicologica, subiva vessazioni quotidiane dalla compagna che non aveva timore a rinfacciargli mancanze, alimentando la sua gelosia. Quel giorno Albano e la Sicignano si erano trovati faccia a faccia nel bar di corso Cavour, la tensione alle stelle perché la donna si era trasferita a vivere altrove insieme alle figlie. L'uomo aveva afferrato un coltello da cucina, con una lama di 18 centimetri, e aveva infierito su di lei con una decina di coltellate, due al cuore, fatali. 

Ignoti i motivi per cui Albano era stato poi trasferito nel carcere di Marassi, forse perchè a Genova c'è un moderno centro clinico annesso al carcere dove poter curare il settantenne. A difendere l'uomo è l'avvocato genovese Ruggero Navarra.