Dalla plastica raccolta in mare a nuovi oggetti con la stampa 3D: il progetto Plastron compie due anni

di R.S.

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Il progetto punta a migliorare la sostenibilità ambientale fornendo strumenti e competenze per la raccolta e la trasformazione della plastica

Dalla plastica raccolta in mare a nuovi oggetti con la stampa 3D: il progetto Plastron compie due anni

Trasformare i rifiuti plastici recuperati lungo le coste e nei porti in nuovi manufatti grazie alla stampa 3D: è questo l’obiettivo di Plastron, progetto Interreg Italia-Francia Marittimo che celebra il traguardo dei due anni di attività. L’iniziativa coinvolge partner di Toscana, Sardegna, Liguria e Costa Azzurra ed è finanziata dal Programma Operativo Italia-Francia Marittimo 2021-2027.

Il progetto punta a migliorare la sostenibilità ambientale fornendo strumenti e competenze per la raccolta e la trasformazione della plastica recuperata in mare e lungo il litorale. Attraverso specifici procedimenti industriali, i rifiuti vengono selezionati e trasformati in granuli completamente riutilizzabili, che diventano poi materia prima per la realizzazione di nuovi oggetti tramite stampanti 3D, in un’ottica concreta di economia circolare.

Il punto sullo stato di avanzamento è stato fatto a Pontedera, nella sede di Revet (gruppo Plures), dove sono stati illustrati gli impianti di trattamento e le sperimentazioni condotte nell’ambito di Plastron. “È un processo reale che parte dalla selezione dei materiali e arriva fino alla manifattura di qualcosa di utile”, ha spiegato Nicola Perini, presidente di Confservizi Cispel Toscana, capofila del progetto.

L’amministratrice delegata di Revet, Alessia Scappini, ha evidenziato come l’azienda abbia raggiunto il 68% di riciclo effettivo degli imballaggi in plastica, centrando con largo anticipo gli obiettivi europei al 2035. Negli ultimi cinque anni sono stati investiti 71 milioni di euro, di cui quasi 16 nel 2025, anche grazie all’avvio della seconda linea dell’impianto che ha raddoppiato la produzione di granulo 100% riciclato e riciclabile.

Oltre a Confservizi Cispel Toscana, partecipano al progetto il Comune di Stintino, l’Università di Genova, la Città di L’Île-Rousse, la Mediterranean Sea and Coast Foundation, l’Université de la Côte d’Azur e l’Agenzia Regionale Recupero Risorse della Regione Toscana. L’obiettivo comune è trasformare un problema ambientale in una risorsa, restituendo nuova vita alla plastica dispersa nel mare e contribuendo alla tutela degli ecosistemi costieri.

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