Crocieristi italiani in crescita: 1,1 milioni nel 2025, età media 42 anni e fidelizzazione al 90%

di Redazione

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Crocieristi italiani in crescita: 1,1 milioni nel 2025, età media 42 anni e fidelizzazione al 90%

Il turismo crocieristico continua a crescere e l’Italia si conferma uno dei mercati più dinamici in Europa. Nel 2025 sono stati infatti 1.122.000 i passeggeri italiani che hanno scelto una vacanza in crociera, secondo i dati diffusi da CLIA, l’associazione internazionale che rappresenta le principali compagnie del settore.

Il dato conferma il ruolo dell’Italia come terzo Paese europeo per numero di crocieristi e mette in evidenza una caratteristica distintiva: l’età media più bassa rispetto agli altri mercati UE, pari a 42 anni e mezzo. A questo si aggiunge un livello di soddisfazione particolarmente elevato, con il 90% dei passeggeri che dichiara l’intenzione di tornare a viaggiare in crociera.

Secondo Francesco Galietti, il settore sta evolvendo rapidamente grazie a una maggiore diversificazione dell’offerta: nuove rotte, crociere tematiche, navi di dimensioni differenti e destinazioni sempre più varie. Un’evoluzione che rafforza anche il ruolo dei porti italiani, oltre 60 lungo la Penisola, capaci di intercettare una domanda crescente e sempre più segmentata.

I dati del report State of the Cruise Industry evidenziano inoltre come nel 2025 a livello globale si siano registrati 37,2 milioni di passeggeri unici, di cui circa 9 milioni in Europa, con una crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente. Il Mediterraneo si conferma l’area più attrattiva, con il 45% della domanda europea e oltre 6 milioni di crocieristi, mentre il resto d’Europa ne accoglie circa 3,22 milioni.

Un elemento chiave del comparto è il forte impatto economico sui territori. Il 64% dei crocieristi pernotta nelle città portuali, il 70% partecipa a escursioni a terra e circa il 60% torna successivamente nelle destinazioni visitate per la prima volta durante la crociera. Questi comportamenti contribuiscono a generare valore diffuso, rafforzando l’economia locale e promuovendo forme di turismo più esperienziale e prolungato.

L’Europa resta inoltre un polo industriale strategico per il settore: nel solo 2026 entreranno in servizio 8 nuove navi costruite nel continente, per un valore complessivo di 6,6 miliardi di dollari. Il portafoglio ordini fino al 2037 supera le 60 unità per un valore stimato di 71 miliardi.

Sul piano economico, nel 2024 l’industria crocieristica ha generato in Europa 64,1 miliardi di euro e sostenuto 445.000 posti di lavoro. L’Italia si conferma leader europeo per impatto economico, con 18,1 miliardi di euro di ricadute, 7,3 miliardi di contributo al PIL e circa 113.000 occupati lungo tutta la filiera, dai cantieri navali ai servizi portuali fino all’indotto turistico nelle numerose destinazioni crocieristiche nazionali.

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