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Covid, verso una nuova stretta: zona rossa con 250 casi su 100mila abitanti

di Redazione

L'esecutivo punta ad inserire la nuova modifica nel Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio, lunedì incontro decisivo

Dopo l'abbassamento della soglia dell'Rt, il governo pensa di introdurre un'ulteriore stretta: se l'incidenza settimanale dei casi è superiore a 250 ogni 100 mila abitanti scatterà in automatico la zona rossa. La pandemia non si ferma si preparano nuovi limiti. La proposta, avanzata dall'Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le Regioni. Un incontro tra il governo e le regioni non è ancora stato fissato ma è probabile che si tenga all'inizio della prossima settimana in vista della scadenza del Dpcm il 15 gennaio.

La zona rossa scatterà automaticamente in quelle regioni dove l'incidenza settimanale è di 250 casi Covid ogni 100mila abitanti, con il Veneto e l'Emilia Romagna che potrebbero essere in questa fascia già alla fine della prossima settimana. Con ancora 20mila positivi e quasi 500 morti al giorno il governo lavora ad una nuova stretta puntando a modificare i parametri che fanno scattare le misure restrittive in Italia, nel tentativo di frenare la risalita del virus. Dopo aver rivisto la soglia dell'indice Rt, abbassandola ad 1 per entrare in zona arancione (era a 1,25) e a 1,25 anziché ad 1,50 per passare alla zona rossa, l'esecutivo punta ad inserire la nuova modifica nel Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio.

La proposta è stata avanzata dall'Istituto superiore di Sanità e condivisa dal Comitato tecnico scientifico: se l'incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. L'incidenza è un parametro fondamentale secondo gli esperti e la soglia ottimale è 50 casi ogni 100mila abitanti poiché è l'unica che garantisce "il completo ripristino sull'intero territorio nazionale" del contact tracing.

Con i dati attuali, il Veneto sarebbe dunque rosso, visto che ha un'incidenza di 453,31 casi, mentre l'Emilia Romagna, con 242,44 casi, rimarrebbe di poco fuori. Ma si tratta di dati relativi alla settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio che, secondo le stime degli esperti, andranno in peggioramento nel prossimo monitoraggio. Della modifica e del nuovo Dpcm si parlerà lunedì nella riunione tra governo e Regioni convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.