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Covid, la variante inglese è destinata a diventare quella prevalente in Italia

di Gregorio Spigno

Ad oggi la mutazione britannica corrisponde al 17,8% delle infezioni. E' quanto emerso da "flash survey", indagine condotta dall'Iss

In Italia il 17,8% delle infezioni Covid-19 è dovuto alla variante inglese. Sono i risultati preliminari della 'flash survey' condotta dall'Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali. Il risultato dell'indagine dice che nel nostro Paese, così come nel resto d'Europa c'è una circolazione sostenuta della variante. La variante inglese del virus SarsCov2 è probabilmente destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi.

Un attento monitoraggio relativo alla variante inglese "ci consentirebbe, assieme al rafforzamento delle misure di mitigazione, di contenere e arginare gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni, che restano comunque efficaci anche contro il virus mutato" ha affermato Speranza. 

Per l'indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del ministero della Salute dello scorso 8 febbraio. I campioni analizzati sono stati in totale 852 per 82 laboratori, provenienti da 16 regioni e province autonome, ripartiti in base alla popolazione. Il risultato medio è in linea con quello di altre survey condotte in Europa.