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Coronavirus, Signorini: "Il porto non può operare nell'isolamento"

di Marco Innocenti

"In caso di limitazioni, avanzeremo le nostre proposte al presidente Toti"

Dopo l'incontro del pomeriggio fra il governatore della Liguria Giovanni Toti e il presidente dell'AdSP del mar Ligure occidentale Paolo Emilio Signorini, i due sono apparsi insieme alla conferenza stampa di aggiornamento tenutasi in sala Trasparenza. "Al momento - ha aggiunto - dai dati di traffico di gennaio e febbraio, possiamo dire di registrare una situazione di normalità. E' una buona notizia ma guardando la dinamica del fenomeno, considerando che la merce impiega circa un mese per viaggiare dall'estremo oriente all'Europa, ci attendiamo i primi contraccolpi fra marzo e soprattutto aprile. Il vero problema per il porto però è l'impossibilità di operare in isolamento. Noi non siamo un'impresa high-tech dove con un computer e una rete si può svolgere l'attività. Ogni giorno nei nostri scali arrivano circa 5500 mezzi pesanti ed arrivano da aree oggi solo parzialmente interessate da provvedimenti interdittivi. La nostra preoccupazione è che non si allarghi questa zona interdittiva o, addirittura, che non lo diventino Genova o Savona".

"Noi abbiamo un decreto legge del governo e un decreto del presidente del Consiglio dei ministri - ha aggiunto Signorini - che al momento riguarda Lombardia e Veneto. Dovessero verificarsi focolai anche in Liguria, noi faremo arrivare al presidente Toti alcune proposte che consentano, ove ci siano provvedimenti interdittivi, un'operatività del porto più normale possibile. Le preoccupazioni riguardano quattro aree di vincoli: limitazioni al trasporto, all'attività delle imprese private presenti in porto, ai lavoratori e ai servizi pubblici essenziali come dogane, controlli sanitari e fitosanitari. In riferimento a queste attività cercheremo di declinare misure di salvaguardia nel caso in cui arrivino tali provvedimenti restrittivi anche per la Liguria".

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