Clima nervoso in casa della sinistra

di Paolo Lingua

Clima nervoso in casa della sinistra

Una atmosfera nervosa e polemica sta caratterizzando l’area geografico-politica della sinistra, ormai da qualche giorno. Una situazione che sta emergendo a livello nazionale, ma che è sempre più evidente a livello regionale. Le posizioni del Pd si differenziano, per sfumature e per contenuti, in differenze rispetto ai partitini dell’estrema  sinistra e del M5s. Il ritiro della candidatura alla Camera nel collegio del Lazio del leader del M5s Giuseppe Conte la dice lunga. E’ chiaro che l’ex presidente del Consiglio non si è fidato della potenziale coalizione, al di là delle promesse. Al tempo stesso, superando le differenze sulla politica governativa,  i contrasti si accentuano. In particolare stanno emergendo in Liguria dove, in primavera, si dovranno rinnovare i comuni di Genova e della Spezia, le due città maggiori della Liguria. Il centrosinistra, dopo un periodo nel quale, in Liguria, ha visto una serie di secche sconfitte a tutti i livelli, ha avuto il primo “recupero” con l’elezione del sindaco di Savona.

Un risultato che ha avuto una certa conseguenza psicologica che ha consentito la ripresa del maggior centro del Medio-Ponente. Adesso questa maggioranza, che è uscita nettamente vincente, è diventata u n modello per le presunte e agognate rivincite del centrosinistra, dopo cinque anni di sconfitte elettorali. In realtà la situazione dello schieramento di centrosinistra oggi presenta molti aspetti contradditori. In sostanza le posizioni – nazionali e locali – del Pd non sono  sempre omologhe con quelle del M5s.  E ancora meno con quelle dei partitini dell’estrema sinistra e della “Lista Sansa” uscita pesantemente sconfitta alle elezioni regionali dell’anno scorso, anche per errori strategici  della direzione nazionale del partito che era in netto contrasto con i vertici genovesi.

Ora, sulla base delle ultime notizie (ma poi i prossimi passaggi sono tutti da verificare)  emergono contrasti sia a Genova, sia alla Spezia sulle possibili candidature. Al di là dei nomi e delle ipotesi avanzate, il Pd punterebbe in entrambi i grandi comuni a una linea di leadership che però gli alleati di sinistra contestano. Per non parlare di possibili, ma sempre più vaghi, agganci con Italia Viva che, a Genova, potrebbe invece avvicinarsi (ma i rapporti sono poco chiari) addirittura con il centrodestra. In realtà, al di là delle difficoltà di affermazioni d’una leadership interna, il Pd sembra puntare a un rafforzamento di lista, mentre gli altri partiti appaiono molto fragili: un declino che ha già coinvolto dalle elezioni regionali e poi a Savona gli ex “grillini”. Il Pd punta a sostenere sempre di più Draghi e a rinviare le elezioni politiche,  lavorando per una crescita specifica del partito come leader del centrosinistra, lavorando in ermini strategici per un futuro elettorale non immediato.  

Le altre aree – da Sansa sino all’estrema sinistra – sembrano destinati al declino, soprattutto se dovessero restare fuori da una coalizione. Il Pd potrebbe crescere proprio a loro spese. Ma la situazione del centrosinistra presenta situazioni più complesse: sul piano delle previsioni di massima, ci sono buone possibilità d’una rivincita e d’una vittoria alla spezia Spezia, anche giocando su contrasti in corso all’interno del centrodestra e di contestazioni nei confronti del sindaco Peracchini, oggetto di attacchi da parte di Forza Italia. Assai improbabile una affermazione del centrosinistra a Genova dove appare molto forte la candidatura di Marco Bucci e dove lo schieramento moderato appare più compatto. Considerato però che si andrà al voto amministrativo dopo l’elezione del presidente della Repubblica, altro aspetto sul quale pendono tutti i dubbi e tutte le possibilità, sono possibili ulteriori contrati ma anche pragmatiche rappacificazioni. Resta però una immagine d’un sistema politico molto fragile e inquieto.