Chiavari, morto in canoa, perizia: ragazzo in acqua oltre un'ora, si valutano responsabilità soccorritori
di Redazione
Pm valuta la tempistica dell'intervento dei vigili del fuoco
Andrea De Mattei, il ragazzo di 14 anni rimasto incastrato con la sua canoa sotto il ponte della Maddalena a Chiavari a gennaio, è stato stroncato da "morte cerebrale conseguente a stato post anossico irreversibile secondario ad arresto cardiaco ipotermico". Lo ha messo nero su bianco il medico legale Francesca Fossati che nei giorni scorsi ha depositato la consulenza. Adesso la procura dovrà capire se lo studente poteva essere salvato da un intervento tempestivo dei vigili del fuoco. Per questo non è escluso che il pubblico ministero Francesco Cardona Albini, che coordina le indagini della polizia, possa chiedere una consulenza tecnica.
"Il giovane De Mattei - si legge nella perizia - stazionava nelle fredde acque del fiume per un tempo sufficiente a determinare ipotermia. Il ragazzo permaneva in acqua fredda per un tempo certo di 60 minuti e stimato di 90 minuti". Il pm ha indagato il legale rappresentante della società di canoa, tre istruttori (difesi dagli avv. Silvia Morini e Guido Mottola) e quattro vigili del fuoco, due sommozzatori e due della squadra di terra di Chiavari (assistiti dall'avv. Roberta Barbanera). Il ragazzino era rimasto in acqua per oltre un'ora sorretto da uno degli allenatori nel tentativo di liberarlo da un tronco d'albero. Quando era stato liberato era andato in arresto cardiaco. Era stato trasportato al Gaslini in condizioni disperate ed era morto dopo alcuni giorni.ù
"La consulenza tecnica medico legale ha accertato che il fattore tempo nel salvare Andrea ha avuto un ruolo fondamentale per la morte da ipotermia. Noi - sottolinea l'avv. Rachele De Stefanis che assiste la famiglia del ragazzo - siamo certi di questo e siamo andati oltre, depositando una consulenza tecnica che ha consentito di accertare l'inadeguatezza tecnica delle manovre di soccorso e dell'intervento operato dai vigili del fuoco". Secondo il medico legale, infine, "la catena di soccorso, dalla prima valutazione del medico del 118 alle cure prestate presso l'Istituto Giannina Gaslini, è stata tempestiva, le terapie somministrate adeguate e le condotte messe in atto dai sanitari corrette e conformi alle linee guida e alle buone pratiche mediche".
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