Chiavari: addio al pittore Luiso Sturla, maestro dell’Informale tra New York e Milano

di Redazione

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Artista rigoroso, Sturla ha attraversato stagioni e movimenti mantenendo una cifra riconoscibile, fatta di materia, gesto e tensione cromatica

Chiavari: addio al pittore Luiso Sturla, maestro dell’Informale tra New York e Milano

Si è spento a 95 anni nella sua Chiavari Luiso Sturla, tra i più autorevoli interpreti della pittura informale italiana. Nato a Chiavari nel 1930, dopo una lunga carriera che lo ha portato a confrontarsi con le grandi capitali dell’arte contemporanea, dal 2014 era tornato a vivere e lavorare nella sua città natale (foto gentilmente concessa da Piazza Levante), chiudendo idealmente il cerchio di un percorso artistico internazionale.


Dopo il Liceo Artistico, nel 1950 fondò insieme a Bartolomeo Sanguineti e Vittorio Ugolini il “Gruppo del Golfo”, esperienza che segnò l’inizio della sua ricerca. Aderì poi al Movimento Arte Concreta (MAC), diventandone segretario per la Liguria fino al 1957. Dal 1958 la sua pittura si orientò decisamente verso l’arte informale, cifra stilistica che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione successiva.


Nel 1959 espose con una personale alla Galleria Numero di Firenze, avviando un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero. L’anno seguente si trasferì a New York, dove rimase oltre un anno entrando in contatto diretto con la scena dell’Abstract Expressionism e conoscendo figure come Michael Goldberg e Gregory Corso. Un’esperienza determinante, che ampliò il suo linguaggio e consolidò la sua visione internazionale.


Nel 1962 si stabilì a Milano. Nello stesso anno il Centro Culturale Olivetti di Ivrea gli dedicò una significativa mostra personale, presentata da Marco Valsecchi. Dieci anni più tardi fu l’Olivetti Argentina a promuovere una vasta personale presso la Fondazione Wildenstein di Buenos Aires, confermando la risonanza internazionale del suo lavoro. Da allora si susseguirono esposizioni in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero.


Nel 1985 Chiavari gli rese omaggio con una prima retrospettiva a Palazzo Rocca, presentata da Roberto Sanesi; nel 2000, sempre a Palazzo Rocca, fu allestita un’importante antologica curata da Gianfranco Bruno. Nel 1987 partecipò alla XXX Biennale Nazionale d’Arte a Milano, esperienza che ripeté nel 1994.


Gli anni Duemila segnarono nuove tappe fondamentali: nel 2011 una grande antologica a Palazzo Reale di Genova, curata da Claudio Cerritelli e Rossella Soro; nel 2012 una mostra al Palazzo della Pilotta di Parma; nel 2014 una vasta retrospettiva al Museo Sivori di Buenos Aires. Nel 2017 un’ulteriore antologica, curata da Arturo Carlo Quintavalle, fu ospitata nell’ex Chiesa della Madonna della Vittoria a Mantova.


Nel 2021, l’Associazione Culturale Luiso Sturla – costituitasi nel 2019 – ha promosso a Palazzo Rocca la mostra “Sturla. Opere 1950-2020”, ripercorrendo settant’anni di attività.


Artista rigoroso e coerente, Sturla ha attraversato stagioni e movimenti mantenendo una cifra personale riconoscibile, fatta di materia, gesto e tensione cromatica. Con la sua scomparsa, Chiavari perde uno dei suoi protagonisti culturali più illustri, e l’arte italiana un maestro capace di dialogare con le correnti internazionali senza mai smarrire le proprie radici.

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