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Caos Napoli, la società: "La responsabilità è di Ancelotti, il club si tutelerà"

di Alessandro Bacci

Durissimo comunicato sulla decisione dei giocatori di interrompere il ritiro: annunciato il silenzio stampa

La situazione in casa Napoli si fa sempre più difficile. Dopo la decisione dei giocatori e di Ancelotti di interrompere volontariamente il ritiro a Castel Volturno voluto dalla società, è arrivato il comunicato ufficiale a commentare l'episodio. Il club partenopeo ha annunciato il silenzio stampa ma soprattutto che il Napoli si tutelerà per vie legali contro giocatori e contro Ancelotti, ritenuto responsabile. Il clima è davvero complicato in vista anche della sfida con il Genoa. 

Ecco il testo integrale del comunicato: "La Società comunica che, con riferimento ai comportamenti posti in essere dai calciatori della propria prima squadra  nella serata di ieri, martedì 5 novembre 2019,  procederà a tutelare i propri diritti economici, patrimoniali, di immagine e disciplinari in ogni competente sede. Si precisa  inoltre di aver affidato la responsabilità decisionale in ordine alla effettuazione di giornate di ritiro da parte della prima squadra all’allenatore della stessa Carlo Ancelotti. Infine comunica di aver determinato il silenzio stampa fino a data da definire."

Oltre al caos che si è creato tra società, allenatore e squadra, anche la tifoseria ha annunciato lo sciopero. La curva B, infatti, sarà deserta: un modo per protestare contro le multe della Questura di Napoli contro i tifosi partenopei a causa di alcune bandiere e megafoni. Di seguito il comunicato dei supporters azzurri: "I gruppi della Curva B vi scrivono con la speranza che questo non sia un “addio” ma un “arrivederci” alla nostra gradinata. Con la scusa del regolamento d’uso, dopo anni, ci stanno multando se sventoliamo una bandiera con il piede poggiato alla balaustra, o peggio ancora, diffidando se col megafono cerchiamo di coordinare il tifo della Curva che ha fatto innamorare tanti bambini di questa maglia (forse anche di più dei risultati sportivi). Sacrificare una vita per la nostra passione ed essere ripagati in questo modo è a dir poco assurdo! Ci riteniamo una curva sana, che senza mai chiedere contropartite ha fatto dell’amore per questi colori un motivo di vita e pur avendo a cuore le sorti del Napoli, per la nostra dignità, siamo costretti dalla partita col Genoa a fermarci affinché prevalga il buon senso e ci consentano di vivere la curva come piace a noi, con le bandiere, i cori e l’aggregazione. Senza la quale non ha senso proseguire il nostro percorso."