Giovedi, 22 agosto 2019  

Calata Bettolo, dopo lo stop Enac partono i lavori per il ‘mini terminal’

Obiettivo operare con navi più piccole già a fine 2019, Signorini: "Aspettare non era la strada migliore"
2019-08-07T20:44:13+00:00

È stata accolta dall’autorità portuale di Genova l’istanza del consorzio di Calata Bettolo per rendere operativa entro fine anno la metà a ponente del terminal. Lavori al via già negli ultimi giorni di agosto per avere uno spazio ‘provvisorio’ in grado di far transitare 150mila Teu all’anno con 70 nuove assunzioni. Tutto questo mentre si attende ancora il via libera dell’Enac, che aveva bocciato il progetto a causa di interferenze col traffico aereo del Colombo.

Dopo la doccia fredda arrivata via mail a luglio, un parere che di fatto rischiava di bloccare l’intera operazione dopo 14 anni di ritardi, un’intesa parziale era stata trovata a Roma in un vertice tra Msc, Signorini e l’ente di aviazione civile. Il consorzio ha commissionato a terzi uno studio per dimostrare che le gru non interferiranno con atterraggi e decolli dalla pista dell’aeroporto. Un problema che riguarda non solo l’altezza, ma anche il posizionamento in banchina. Il documento dovrebbe essere pronto tra agosto e settembre, al massimo ai primi di ottobre.

Il via libera dunque è ancora lontano, ma intanto si procede. “È un atteggiamento di buon senso. Noi riteniamo che la mediazione possa condurre a un esito positivo, aspettare non ci sembra la strada migliore – spiega il presidente Paolo Emilio Signorini al termine del comitato di gestione -. In questo modo cerchiamo di far attraccare a Bettolo per un certo periodo di tempo navi compatibili con un allestimento temporaneo”.

In quest’area, estesa circa 70mila metri quadrati, verranno installate per ora gru più basse e attraccheranno navi più piccole. Nel frattempo inizieranno i lavori sulla parte a levante per raggiungere la piena operatività nel 2022, anche se Msc vuole accelerare per avere tutte le carte in regola già nel 2020. “Enac non ha dato un parere positivo perché mancavano documenti essenziali – conclude Signorini – ma contiamo di ottenere entro autunno il via libera anche sul cono aereo”.

Intanto, acquisito il parere sulla compatibilità con le norme europee, Palazzo San Giorgio ha dato il via libera all’erogazione alla Compagnia unica dei lavoratori portuali (Culmv) di 2,5 milioni per la formazione e il reimpiego dei soci inadatti al lavoro in banchina. Nel dettaglio si tratta di 562 mila euro per la formazione effettuata dalla Culmv ai soci nel 2018, un altro milione e mezzo da destinare al reimpiego di 38 soci inabili relativi al 2018 e sono stati sbloccati 500 mila euro di formazione relativi al 2017.

“Con questa delibera diamo un contributo significativo al mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario della Culmv – ha spiegato Signorini – accanto a questo resta l’altro problema di debolezza della Compagnia cioè la necessità di offrire ai terminalisti prestazioni più efficienti e avere in cambio una tariffa più adeguata: questa è la sfida da affrontare e speriamo di risolverla quest’anno”.

Il piano di risanamento e sviluppo della Culmv, approvato l’anno scorso per far stare in piedi i camalli genovesi, passa da tutti questi punti. Chiusa la pratica con l’Autorità portuale, resta aperta la partita con i terminalisti, ai quali la Culmv chiede il pagamento di circa 2 milioni come adeguamento tariffario, per fare quadrare i conti. La discussione va avanti da tempo, ma domani dovrebbe essere firmato l’accordo.

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