Bus turistici e Ncc, la protesta il 3 giugno: "Un settore completamente ignorato"

di Redazione

Il 3 giugno la protesta: "120 milioni per i monopattini e 60 mila aziende che rischiano il fallimento"

Anche a Genova, il 3 giugno, titolari e dipendenti del settore dei trasporti privati, bus turistici e noleggio con conducente, scenderanno in piazza per protestare contro la mancanza di sostegno economico nel decreto Rilancio emanato dal Governo per far fronte al post emergenza covid: "Saremo operativi in 15 piazze in tutta Italia, questo perchè buona parte dei settori sono stati considerati noi no - afferma Marta Regiardo vice presidente Nazionale Fai - un comparto che conta 60 mila aziende e 200 mila lavoratori è impossibile che non venga preso in considerazione. Facciamo parte di quelle categorie che possono continuare a lavorare, ma non ci sono passeggeri, persone che vogliono viaggiare. Attendiamo l'apertura degli aeroporti, gli ncc sono gli unici mezzi che possono garantire il distanziamento sociale. La stessa cosa vale per gli autobus perchè è possibile decidere quante persone possono salire a bordo. Stiamo facendo tutto il possibile per resistere, ma più passa il tempo e più le aziende sono a rischio chiusura."

Quali sono dunque le richieste? "Noi abbiamo proposto di attivare un sistema che permetta di risollevare tutto il comparto del turismo. Banalmente possiamo pensare a delle detrazioni per chiunque viaggi in Italia. Quello che chiediamo è un contributo di sistema che possa fare tripartire l'Italia, non una mancetta come è stato fatto fino ad ora. Senza un aiuto dello stato è difficile ripartire. Il minimo che ci aspettiamo è la convocazione di un tavolo tecnico e poi ci piacerebbe che venissero ascoltate le nostre idee." 

"La Regione si è dimenticata di noi ed è molto grave. Siamo un settore che ha difficoltà a reinventarsi, soprattutto per quanto riguarda i bus. Io ho cinque dipendenti e solo uno ha potuto usufruire della cassa integrazione, è un disastro. Cinque regioni in Italia sono intervenute con un contributo minimo, ma almeno un segnale. In Piemonte, per esempio, in tre giorni dalla richiesta sono arrivati i soldi. Abbiamo 120 milioni per i monopattini e dall'altra parte 60 mila aziende che rischiano il fallimento."