Bini (Bassa Valbisagno) a TN: "Sinergia città - carcere risorsa per inserimento lavorativo, sostegno alle famiglie e supporto contro le dipendenze"
di Claudio Baffico
In Municipio III Bassa Valbisagno si è riunita la Terza Commissione permanente sotto la presidenza del Consigliere Guglielmo Frisone. L'incontro è stato l'occasione per conoscere le esperienze e i contributi delle Associazioni di volontariato che operano all'interno delle Case circondariali, svelando un mondo di competenza e di cura delle persone nell'ambito del reinserimento sociale e della prevenzione della recidiva.
All'incontro erano presenti un’ampia rete di associazioni, cooperative ed enti del terzo settore che opera da molti anni all’interno della casa circondariale di Marassi, portando avanti numerosi progetti dedicati al sostegno e al reinserimento delle persone detenute. L’iniziativa si è svolta alla presenza dei rappresentanti di diverse realtà impegnate quotidianamente nella struttura penitenziaria.
Tra i protagonisti dell’incontro la rete carcere di CELIVO e il progetto “Vasi Comunicanti”, presenti con una folta rappresentanza e portavoce di molte altre iniziative attive nel carcere. Le attività illustrate sono rese possibili da una fitta rete di collaborazioni tra associazioni, cooperative e istituzioni che intervengono in diversi ambiti della vita dei detenuti.
"L’impegno delle organizzazioni riguarda numerose aree: dall’inserimento lavorativo al supporto per i detenuti tossicodipendenti nella sezione dedicata, o ai pazienti del centro clinico - ricorda il consigliere municipale Marzio Bini - Non manca inoltre il sostegno alle famiglie e ai figli delle persone detenute, con progetti mirati a mantenere e rafforzare i legami familiari".
Molto ricca anche l’offerta di attività educative e ricreative. Tra queste figurano iniziative sportive come tennis tavolo, pallavolo e calcio, affiancate da laboratori di arteterapia, percorsi di sostegno psico-educativo e molto altro tra cui numerosi programmi di formazione professionale e inserimento lavorativo esterno.
Particolare rilievo assumono i progetti lavorativi avviati all’interno dell’istituto. Diverse realtà hanno infatti aperto vere e proprie attività produttive, nonostante le difficoltà legate agli spazi ormai limitati in una struttura che ospita una popolazione detenuta sempre più numerosa. Dalla storica serigrafia nella sezione di alta sicurezza alla recente apertura di una falegnameria, fino al prossimo avvio di un centro cottura che offrirà nuove opportunità di lavoro ai detenuti.
Tra le esperienze più significative anche quella del teatro interno al carcere, un vero e proprio spazio culturale che ospita rassegne e spettacoli. In molti casi sono gli stessi detenuti a salire sul palco come attori, ma anche a occuparsi degli aspetti tecnici, dall’audio alle luci.
"Un insieme di iniziative che dimostra come la collaborazione tra istituzioni e terzo settore possa contribuire concretamente al percorso di reinserimento sociale delle persone detenute - puntualizza Bini - trasformando il carcere in un luogo anche di formazione, lavoro e cultura".
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